giovedì 28 marzo 2019

Il bello di essere indipendente dai Social

Il bello di essere indipendente dai Social

giovedì 28 marzo 2019


È successo all'improvviso, ho sentito il bisogno di staccare completamente da Social e dalla dipendenza di stare sempre al cellulare e così da un giorno all'altro ho abbandonato Instagram.
Anche se avevo programmato e organizzato le prossime settimane, ho sentito il bisogno di non cliccare più quell'App sul cellulare.

E nel giro di qualche giorno mi sono sentita meglio. Libera.
Io adoro l'organizzazione, utilizzo il Bullet Journal le To Do List e anche varie App, mi piace tantissimo Instagram ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato.
Ho avuto bisogno di farmi travolgere di nuovo dal caos e dalle giornate senza avere nulla di programmato e dei pomeriggi liberi senza scadenze. Ho continuato a cucire, ho portato a termine tutti gli ordini più velocemente e con la testa più concentrata che mai.

Ho proprio avuto l'esigenza di staccare la spina e quando mi sono sentita meglio ho capito che quello non era il modo giusto per me di portare avanti il mio Brand anche se è per lavoro, perché se non sto sui Social non posso parlare con con le persone con potenziali clienti e con le clienti.

Ho voluto essere assente perché ne avevo bisogno e stare bene, fisicamente e mentalmente viene prima di tutto. Era inutile continuare a postare ogni giorno cose soltanto per la paura dell'algoritmo,  di perdere follower e like.

Sto studiando per tornare in un modo che sia più sostenibile e non mi faccia sentire un'automa.
Sto studiando con Cindy, un corso di Rita Bellati che ho preso a Dicembre ma che non sono mai riuscita a fare per bene quindi adesso l'ho ripreso.
Ho scelto Rita perché la seguivo da quando vendeva le My selfie, perché anche se siamo due persone completamente diverse abbiamo dei punti in comune che mi hanno portata a fidarmi di lei.
Il suo mondo è l'opposto del mio ma trovo sintonia con il suo essere così precisa e professionale, con la sua calma che trasmette tranquillità.

Lontana da social ho comunque continuato a lavorare, ho avuto più tempo per dedicarmi ad un progetto molto particolare a cui tengo e che non vedo l'ora di farvi vedere.
Non so di preciso quando tornerò sui Instagram ne come ma continuerò ad inviare la NewsLetter, perché è un posto dove mi sento più a mio agio e se ti interessa continuare a seguirmi per sapere cosa succederà, iscriviti usando il form qui. Ne spedisco una ogni fine mese.

\m/
Continua a leggere...»

lunedì 18 marzo 2019

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

lunedì 18 marzo 2019


Era Settembre del 2011 quando sono stata a Londra per la prima volta.
Avevo passato i 20 anni da un po' quando ho fatto il mio prima viaggio fuori Italia.
Non sono mai stata una viaggiatrice, ho fatto concerti e festival lontani ma sempre nei dintorni della mia regione.
Ho sempre sognato di visitare Londra, avevo amici che c'erano già stati e sentivo storie, vedevo foto.
Quando mi sono decisa ero fidanzata e insieme al ragazzo di allora avevamo prenotato volo e albergo. Io mi ero fatta una scaletta di cose da visitare, avevo trovato gli indirizzi e cercato di capire come arrivarci dal Bed and Breakfast che stava vicino all'areo porto di Stansted.
Il mio inglese era quello scolastico e avevo appena la sufficienza ma non mi preoccupavo.

Pochi giorni prima della partenza, il mio ragazzo si è ammalato.
Troppo tardi per farci rimborsare biglietto e alloggio e troppo costoso cambiare il nome del biglietto aereo per far venire un'amica.
Mi ricordo che ho ho avuto pochi dubbi, sarei partita lo stesso, perché non volevo rimetterci i soldi, perché avevo programmato quel viaggio da settimane e perché sentivo che sarebbe andata bene.
Non dissi nulla a casa, anche se vivevo da sola da qualche anno, i miei sono sempre stati molto protettivi in queste situazioni.

Ho preparato uno zaino, il quaderno con gli appunti, e sono partita.
Col treno fino a Roma, poi un' autobus e poi aeroporto. Il viaggio aereo non è stato così drammatico come pensavo, solo alla partenza mi si è accartocciato un attimo lo stomaco.
Quando sono atterrata era buio, ora di cena. Con gli appunti del quaderno ho provato a raggiungere il Bed and Breackfast ma era troppo complicato e avevo paura di perdermi, così ho preso un Taxi.

Mi sentivo proprio un pesce fuor d'acqua ma sapevo che in qualche modo me la sarei cavata. O forse ero solo incosciente e troppo ottimista.
Quando ho suonato al B'n'B mi ha aperto un tizio che parlava in inglese e io non capivo nulla, finché non mi ha indicato il cartello. A quell'ora non c'era la proprietaria e dovevo chiamarla.
A ripensarci non so cosa le abbia detto al telefono ma so che ci siamo capite e poco dopo ero nella mia stanza.

Mi sentivo emozionata e non spaventata, ero felice di essere li, felice di esserci arrivata da sola.
Io che mi sono sempre considerata sbadata, capace di perdermi nella mia stessa città ero a Londra.
Ho chiesto informazioni per l'autobus, non mi sono persa con la metro, ho trovato l'Hard Rock Caffè e mi sono presa un caffè da Starbucks che ho buttato a metà.
Ho fatto shopping a Camden Town, preso da bere e fatto amicizia con un gruppo di ragazze straniere. Non mi sono mai persa e non ho mai avuto la paura di non farcela. Anche quando chiedevo informazioni, cercavo di capire qualche parola qua e là e poi interpretavo.
Londra era bellissima, le strade pulite, le persone cortesi e una strana magia nell'aria dovuta al mio entusiasmo e a tutto il tempo che ho passato a sognarla.

E' stato un fine settimana dove nulla è andato come avevo progettato, non ho visto tutti i posti che avevo segnato sul quaderno, non ho fatto la foto nella cabina del telefono rossa ma ancora oggi lo ricordo come un evento fondamentale. Sono stata a Londra e non mi sono persa.
Ho fatto un viaggio completamente sola ed è stato meraviglioso.
Ho imparato che posso fidarmi di me, che dopotutto non sono così imbranata come pensavo.
Sono orgogliosa di me stessa perché sono partita nonostante tutto. Forse anche per questo Londra è ancora nel mio cuore.

Per la prima volta mi sono sentita indipendente, forte, coraggiosa e felice! Rendersi conto di non aver bisogno di nessuno per fare una cosa che pensavo più grande di me è stato l'insegnamento più importante.
Troppo spesso mi sono sottovalutata e ancora adesso mi capita. Allora ripenso a quel viaggio, solo tre giorni, tanti anni fa ma ero io, solo io.

Ho sempre voluto essere indipendente, a prescindere da un fidanzato.
Quando sono stata single per due anni ho percepito la preoccupazione della mia famiglia, perché ero femmina, vivevo da sola e sono sempre stata quella strana.
Essere femmina ha condizionato molte scelte della mia vita, a volte inconsapevolemente perchè accettare le regole di un sistema in cui nasci e cresci è più semplice di farsi domande.

Perché mi rendo conto solo ora di questo?
Forse non era pronta, non mi interessava, stavo comoda nella mia confort zone, poi ho letto qualche articolo, qualche libro e ho iniziato a riflettere, a farmi domande e a trovare risposte a quelle che mi facevo da ragazzina. Mi chiedo come sarebbe stato se avessi avuto la consapevolezza che ho oggi, ma più di tutto mi chiedo cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi per cambiare le cose.

Io voglio informarmi, essere curiosa e continuare a leggere articoli e libri sul femminismo, che non è una battaglia contro gli uomini, non è una cosa che appartiene al passato, si tratta di diritti e ugualianza, di persone e di cosa vogliamo fare per noi e per gli altri.

Leggi questo post su un libro che ho letto a Gennaio.


\m/
Continua a leggere...»
Copyright © Miss Wonder Rain
Blog Design by La Creative Room.