lunedì 4 febbraio 2019

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

lunedì 4 febbraio 2019


Ho iniziato Gennaio con il calendario mestruale e con libri sul femminismo perché così posso raggiungere il mio obbiettivo che è la consapevolezza.
Non ho fatto la lista dei buoni propositi ma ho pensato a come volevo sentirmi, cosa avrei potuto fare per diventare una persona migliore, come posso contribuire nel mio piccolo per cambiare le cose.

Lo stesso ho fatto per il mio Black Business.
In questo anno, ho scelto di produrre meno ma in modo più accurato e professionale.
Ho scelto di non fare tanto per fare ma di rallentare, riflettere, studiare.
Se tutto il mondo va di corsa, non è detto che anche noi dobbiamo seguirlo. Io sono stanca di correre senza sapere il perché e dove sto andando.
Voglio andare controcorrente ma non per spirito di contraddizione ma perché sento sia la cosa giusta da fare. All'inizio mi sono sentita frustrata, non ero al passo, non tenevo il ritmo degli altri ma poi ho iniziato a pensare con la mia testa, e chi se ne frega degli altri?

Ho la possibilità di scegliere e ho scelto di essere lenta e consapevole.
Ho scelto di prendermi cura di me, leggendo libri su un argomento di cui ancora non so bene cosa pensare, imparando come funziona il mio corpo e fermandomi ad ascoltare le mie emozioni.

Il calendario mestruale
Era da un po' che avevo questa idea in testa, complice la conoscenza di Nike e alcune sue email legate all'argomento mi sono incuriosita sempre di più e mi sono messa a studiare.
Prendersi cura del proprio corpo e capire come funziona non è semplice ma importante e non dobbiamo fare tutto e subito.

Iniziare a monitorare il ciclo serve per capire quando siamo più energiche, quando siamo più creative, quando ci sentiamo stanche e in base a come stiamo possiamo organizzare le nostre giornate e in questo modo sfruttare al meglio le nostre risorse naturali.
Avevo iniziato usando un'App sul cellulare ma non avevo la visuale del mese e non riuscivo a confrontare i giorni passati con quelli attuali, così sono ricorsa alla carta.

Ho realizzato un calendario mestruale da scaricare che ti arriva ogni mese con la NewsLetter. C'è lo spazio per le note e per i simboli da annotare ogni giorno. C'è anche la legenda in fondo così sai sempre a quali simboli fare riferimento e una bellissima immagine per ogni mese che raffigura le donne nella cultura orientale.
Nonostante il cellulare con le varie App sono rimasta un'appassionata delle agende cartacee e adesso di questo nuovo strumento.

Faccio questo perché ho sempre vissuto il ciclo mestruale come una seccatura e altro che se lo è ma odiarlo non è la soluzione. Ho capito che imparando invece a conoscerlo e a conviverci può permetterci di viverlo in maniera diversa.
Siamo cresciute con l'idea che le mestruazioni siano un argomento tabù, la stessa parola si è restie a pronunciarla, ci fa sentire sporche con qualcosa che non va e se ci pensi, anche nelle varie pubblicità non viene mai nominata e il sangue ha un colore blu.

"Questo fenomeno assolutamente naturale, che più naturale di così non si può, è tra i più censurati, e come la morte, la malattia, il sesso - tutti argomenti di cui si parla con difficoltà - è sottoposto a censura linguistica" Marinella Manicardi

Alla mia età non avevo mai dato peso al fatto che gli assorbenti non fossero trattati come beni primari e li ho acquistati regolarmente perché così si fa, perché così fanno tutte e le pubblicità ne inventano sempre di nuovi, più confortevoli, invisibili, senza odori.
Sembra una sciocchezza ma si inizia dalle piccole cose.
Per noi donne, gli assorbenti sono un bene di prima necessità, non possiamo farne a meno.
La natura così ci ha volute.
Alcuni paesi hanno già rivisto la tassa sugli assorbenti, in Italia è stata fatta una proposta ma poi è stata lasciata nel dimenticatoio.

Leggendo sempre più articoli a riguardo mi sono chiesta come potevo da sola cambiare questa normalità che trovavo ingiusta.
Qui devo dire grazie a Violeta Benini che seguo da tempo. Lei parlava spesso della coppetta mestruale ma non l'avevo presa in considerazione fino a qualche mese fa.
Ho letto i suoi articoli, le testimonianze di altre donne che la usavano da anni e quando ho capito che con la coppetta, non solo avrei smesso di comprare assorbenti ma avrei contribuito ad inquinare meno, l'ho subito acquistata.
Con una spesa di circa €20,00 posso stare tranquilla per 2 o 3 anni: sono soddisfatta perché risparmio e in questo modo posso contribuire ad inquinare meno perché sì, gli assorbenti inquinano. Non tutti ma la maggior parte si.
Meno rifiuti, meno spese più consapevolezza.
Capisco la riluttanza nell'usare la coppetta dopo tanti anni ad usare assorbenti esterni ma sarò onesta, è stato più facile abituarcisi di quanto pensavo.
Il sangue che perdiamo è parte di noi e trovo triste il modo in cui viviamo quei giorni


«Dai tempi di Ippocrate in poi il corpo femminile è sempre stato considerato la versione imperfetta di quello maschile. Gli organi della generazione sono introflessi, e il tutto viene descritto come umido, molle. L’idea dell’impurità arriva dalla religione ma la scienza la assorbe. Così si giunge al concetto per cui le mestruazioni sono un po’ come escrementi». Francesco Paolo de Ceglia, storico della scienza all’Università di Bari

Quante volte siamo andate in bagno nascondendo un assorbente nelle tasche, nella borsetta o in un semplice porta assorbenti perché è brutto da vedere, non si deve sapere, ce ne vergognamo?!

Perché siamo arrivate a vergognarci della nostra natura?

Non pretendo che da domani tutte le donne corrano a comprare la coppetta mestruale o vadano in giro dichiarando a tutti di avere il ciclo senza vergogna ma con questo post spero di aver incuriosito a conoscere di più la nostra natura.

Articoli che ho letto
Mestruazioni su instagram
Ciclo e tabù
Mestruazioni, ultimo tabù
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Nel prossimo post di racconto del libro che ho citato nella NewsLetter, Tutte le ragazze avanti, lo hai letto anche tu?

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