giovedì 28 febbraio 2019

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

giovedì 28 febbraio 2019



Mercoledì 6 Marzo esce la prima collezione del 2019 Miss Wonder Rain.
Ho aspettato tanto prima di far uscire i nuovi articoli perché volevo che fossero perfetti e MERAVIGLIOSI. Ho avuto anche bisogno di tempo per provarli, apportare qualche modifica e in alcuni casi, smontare tutto e ricominciare da capo.

Black and Metal
Da sempre il nero è stato il mio colore preferito, è la prima vera collezione Miss Wonder Rain è dedicata a questo colore, ai materiali che più amo come l'ecopelle e il metallo.
Non sono stata io a scegliere queste stoffe, sono state loro a chiamarmi. Quando entro in un negozio di stoffe, mi lascio spesso guidare dagli occhi ma solo quando riesco ad immaginare quello che possono diventare, mi avvicino e le studio.
Controllo la consistenza, i colori, la pesantezza e se continuo ad immaginare come sarebbero trasformate in pochette o borse, allora vale la pena provarci.

La tracolla
Ho cucito questo modello quasi un anno fa, tanto per studiare. La tracolla con la catenella era il punto più complesso ma una volta realizzata me ne sono innamorata.
Aveva un sacco di difetti, era troppo piccola anche se ci entrava il portafogli, il cellulare e le chiavi. La chiusura l'ampo l'avevo cucita a mano e la fodera era corta rispetto alla borsa.
Nonostante questa l'ho usata ogni volta che ne ho avuto la possibilità. Total black, con la catenella in metallo si abbinava a qualsiasi outfit. Sul cappotto lungo e sul giubbetto di pelle, con gli stivali e con le scarpe da ginnastica.
E' diventata la tracolla che uso di più quando esco la sera con le amiche, quando vado ai festival di birra o faccio spesa.
Ne ho cucite solo due varianti e accetto sempre ben volentieri gli ordini personalizzati perché so che siamo tutte diverse e abbiamo esigenze diverse.


Gli accessori
Il Beauty Case è una novità, è simile ad una Pochette ma ha il fondo in ecopelle e si tiene in piedi grazie alle cuciture laterali. In borsa usavo la classica Pochette ma quando ero fuori, come in un bagno dell'autogrill e dovevo rifarmi il trucco, poggiarla sul lavandino che era quasi sempre bagnato non era una buona idea. Ecco quindi che la base in ecopelle, evita al Beauty di assorbire l'acqua e rimanendo in piedi è più comodo da usare.

Non ci sono Pochette con le nuove stoffe, ne ho ancora qualcuna con la stoffa Luna in pronta consegna! In ogni caso, scrivimi per un ordine personalizzato.

Sono super felice di questa nuova Linea perché sento che rispecchia a pieno le mie passioni, e avevo bisogno di concentrarmi su un modello unico invece che spendere energie per tanti modelli diversi.
C'è voluto più tempo del previsto, più fatica più prove, più pazienza ma il risultato finale mi ha ripagata.


Vi aspetto nell Shop che per ora rimane sempre su TicTail e anche subito su Instagram per farmi sapere la vostra.

\m/
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lunedì 18 febbraio 2019

Tutte le ragazze avanti. Come prendersi cura della nostra identità attraverso la consapevolezza di essere femministe

Tutte le ragazze avanti. Come prendersi cura della nostra identità attraverso la consapevolezza di essere femministe

lunedì 18 febbraio 2019


Durante i concerti delle Bikini Kill, Kathleen Hannah urlava sempre dal palco: "Tutte le ragazze vengano avanti!". Solo dopo la band cominciava a suonare. Così, in un mondo abituato a escluderle, riservava alle ragazze un posto in prima fila da cui osservare lo spettacolo.
Cosa significa essere femminista, oggi, in Italia.

La mia parola di questo 2019 è CONSAPEVOLEZZA, come ho scritto nel post precedente e se in alcuni aspetti mi senti già a buon punto, come per il fast fashion, ci sono argomenti da cui parto da zero.
Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare di FEMMINISMO, una parola che mi ha sempre fatto pensare a un qualcosa che appartiene al passato, qualcosa di superato.
Poi ho letto un libro, come ne leggo tanti altri sul mio Kindle ma questo è stato diverso.
Attraverso i racconti del libro, mi sono ritrovata in tante situazioni che solo ora capisco.

Quando ero piccola, mia madre mi chiedeva sempre di aiutarla ad apparecchiare la tavola e io lo facevo perché mi sembrava una cosa giusta da fare.
Però mi domandavo perché non lo chiedeva mai a mio fratello, di qualche anno più piccolo di me.
Perché lui poteva continuare a giocare mentre io dovevo smettere e aiutare?

Quando un giorno ho chiesto perché solo io dovevo apparecchiare mi venne risposto "Perché lui è maschio."
La trovavo una cosa ingiusta, eravamo fratelli, giocavamo insieme eppure lui poteva uscire a giocare con gli amici e io dovevo dare una mano in casa.
Quella risposta non riuscivo ad accettarla, non la capivo e ho iniziato a protestare, volevo che anche lui aiutasse ma nulla.
Alle superiori questa diversità era ancora più forte, lui poteva uscire la sera, rientrare più tardi nonostante fosse più piccolo di me. E io ancora li ha chiedere perché e la risposta era sempre la stessa "Perché lui è maschio."
Purtroppo non ho fatto altro che arrabbiarmi per qualcosa che sapevo ingiusto e non riuscivo a capire.
Ho sempre sofferto questo atteggiamento diverso ma solo ora mi rendo conto del vero motivo.
Chissà se voler fare il militare come un' uomo era per dimostrare che valevo quanto un' uomo o per la convinzione che essere maschi era meglio.

Quando ho letto Tutte Le Ragazze Avanti ho trovato le risposte alle domande che mi facevo da ragazzina. Non sono state risposte piacevoli ma erano meglio di un semplice "perché lui è maschio".

Riflettendo su quello che ho letto e quello che so, mi rendo conto che non è passato poi così tanto tempo da quando abbiamo avuto il diritto al voto o la legge sull'aborto.
Sembra assurdo in che condizioni viveva una donna solo 50 o 60 anni fa e penso a come io avrei sopportato un'esistenza del genere.

Non avevo mai pensato al fatto che a scuola studiamo autori maschi, non mi sono mai posta il problema, ho accettato di studiare quello che mi veniva assegnato e basta.
Tu ti sei mai chiesta il perché?

Ho divorato questo libro, preso in formato EBook su Amazon e mi è sembrato di vedere più chiaramente. Essere CONSAPEVOLE di chi sono parte anche da qui, ecco perché ho preso altri libri sull'argomento e continuo a pensare che quando chiedevo a mio fratello di aiutare come me, ero FEMMINISTA e non lo sapevo.

E per proteggere il mio prezioso Kindle che porto spesso in borsa, ho cucito questi astucci imbottiti  con la taschina davanti per metterci il carica batteria, un mini quadernino e una penna. Li trovi qui.

E tu come ti prendi cura di te e delle cose a cui tieni?

\m/
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lunedì 4 febbraio 2019

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

lunedì 4 febbraio 2019


Ho iniziato Gennaio con il calendario mestruale e con libri sul femminismo perché così posso raggiungere il mio obbiettivo che è la consapevolezza.
Non ho fatto la lista dei buoni propositi ma ho pensato a come volevo sentirmi, cosa avrei potuto fare per diventare una persona migliore, come posso contribuire nel mio piccolo per cambiare le cose.

Lo stesso ho fatto per il mio Black Business.
In questo anno, ho scelto di produrre meno ma in modo più accurato e professionale.
Ho scelto di non fare tanto per fare ma di rallentare, riflettere, studiare.
Se tutto il mondo va di corsa, non è detto che anche noi dobbiamo seguirlo. Io sono stanca di correre senza sapere il perché e dove sto andando.
Voglio andare controcorrente ma non per spirito di contraddizione ma perché sento sia la cosa giusta da fare. All'inizio mi sono sentita frustrata, non ero al passo, non tenevo il ritmo degli altri ma poi ho iniziato a pensare con la mia testa, e chi se ne frega degli altri?

Ho la possibilità di scegliere e ho scelto di essere lenta e consapevole.
Ho scelto di prendermi cura di me, leggendo libri su un argomento di cui ancora non so bene cosa pensare, imparando come funziona il mio corpo e fermandomi ad ascoltare le mie emozioni.

Il calendario mestruale
Era da un po' che avevo questa idea in testa, complice la conoscenza di Nike e alcune sue email legate all'argomento mi sono incuriosita sempre di più e mi sono messa a studiare.
Prendersi cura del proprio corpo e capire come funziona non è semplice ma importante e non dobbiamo fare tutto e subito.

Iniziare a monitorare il ciclo serve per capire quando siamo più energiche, quando siamo più creative, quando ci sentiamo stanche e in base a come stiamo possiamo organizzare le nostre giornate e in questo modo sfruttare al meglio le nostre risorse naturali.
Avevo iniziato usando un'App sul cellulare ma non avevo la visuale del mese e non riuscivo a confrontare i giorni passati con quelli attuali, così sono ricorsa alla carta.

Ho realizzato un calendario mestruale da scaricare che ti arriva ogni mese con la NewsLetter. C'è lo spazio per le note e per i simboli da annotare ogni giorno. C'è anche la legenda in fondo così sai sempre a quali simboli fare riferimento e una bellissima immagine per ogni mese che raffigura le donne nella cultura orientale.
Nonostante il cellulare con le varie App sono rimasta un'appassionata delle agende cartacee e adesso di questo nuovo strumento.

Faccio questo perché ho sempre vissuto il ciclo mestruale come una seccatura e altro che se lo è ma odiarlo non è la soluzione. Ho capito che imparando invece a conoscerlo e a conviverci può permetterci di viverlo in maniera diversa.
Siamo cresciute con l'idea che le mestruazioni siano un argomento tabù, la stessa parola si è restie a pronunciarla, ci fa sentire sporche con qualcosa che non va e se ci pensi, anche nelle varie pubblicità non viene mai nominata e il sangue ha un colore blu.

"Questo fenomeno assolutamente naturale, che più naturale di così non si può, è tra i più censurati, e come la morte, la malattia, il sesso - tutti argomenti di cui si parla con difficoltà - è sottoposto a censura linguistica" Marinella Manicardi

Alla mia età non avevo mai dato peso al fatto che gli assorbenti non fossero trattati come beni primari e li ho acquistati regolarmente perché così si fa, perché così fanno tutte e le pubblicità ne inventano sempre di nuovi, più confortevoli, invisibili, senza odori.
Sembra una sciocchezza ma si inizia dalle piccole cose.
Per noi donne, gli assorbenti sono un bene di prima necessità, non possiamo farne a meno.
La natura così ci ha volute.
Alcuni paesi hanno già rivisto la tassa sugli assorbenti, in Italia è stata fatta una proposta ma poi è stata lasciata nel dimenticatoio.

Leggendo sempre più articoli a riguardo mi sono chiesta come potevo da sola cambiare questa normalità che trovavo ingiusta.
Qui devo dire grazie a Violeta Benini che seguo da tempo. Lei parlava spesso della coppetta mestruale ma non l'avevo presa in considerazione fino a qualche mese fa.
Ho letto i suoi articoli, le testimonianze di altre donne che la usavano da anni e quando ho capito che con la coppetta, non solo avrei smesso di comprare assorbenti ma avrei contribuito ad inquinare meno, l'ho subito acquistata.
Con una spesa di circa €20,00 posso stare tranquilla per 2 o 3 anni: sono soddisfatta perché risparmio e in questo modo posso contribuire ad inquinare meno perché sì, gli assorbenti inquinano. Non tutti ma la maggior parte si.
Meno rifiuti, meno spese più consapevolezza.
Capisco la riluttanza nell'usare la coppetta dopo tanti anni ad usare assorbenti esterni ma sarò onesta, è stato più facile abituarcisi di quanto pensavo.
Il sangue che perdiamo è parte di noi e trovo triste il modo in cui viviamo quei giorni


«Dai tempi di Ippocrate in poi il corpo femminile è sempre stato considerato la versione imperfetta di quello maschile. Gli organi della generazione sono introflessi, e il tutto viene descritto come umido, molle. L’idea dell’impurità arriva dalla religione ma la scienza la assorbe. Così si giunge al concetto per cui le mestruazioni sono un po’ come escrementi». Francesco Paolo de Ceglia, storico della scienza all’Università di Bari

Quante volte siamo andate in bagno nascondendo un assorbente nelle tasche, nella borsetta o in un semplice porta assorbenti perché è brutto da vedere, non si deve sapere, ce ne vergognamo?!

Perché siamo arrivate a vergognarci della nostra natura?

Non pretendo che da domani tutte le donne corrano a comprare la coppetta mestruale o vadano in giro dichiarando a tutti di avere il ciclo senza vergogna ma con questo post spero di aver incuriosito a conoscere di più la nostra natura.

Articoli che ho letto
Mestruazioni su instagram
Ciclo e tabù
Mestruazioni, ultimo tabù
Tabù e mestruazioni

Nel prossimo post di racconto del libro che ho citato nella NewsLetter, Tutte le ragazze avanti, lo hai letto anche tu?

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