giovedì 14 giugno 2018

Flower Power, i valori di un piccolo BRAND handmad

giovedì 14 giugno 2018


Era il 2014 quando ho dovuto abbandonare un lavoro con un contratto a tempo indeterminato, che mi aveva dato la possibilità di vivere in affitto. Era un lavoro come commessa e cassiera in un grande magazzino in GDO. Purtroppo, gli orari da contratto non sono mai stati rispettati, e non parlo di fare qualche ora in più a settimana. Dopo il primo anno, abbiamo iniziato a stare aperti tutte le domeniche e qualche festivo ma non avevamo abbastanza personale e c'erano periodi in cui si lavorava senza riposo, in continuazione. Aggiungi anche un trattamento da cani dei vari superiori e il quadro è completo.
Non avevo più una vita al di fuori del lavoro, dopo 10 ore a correre tra scatoloni, scaffali da riempire, cassa, clienti maleducati e con la domenica invece che di riposo sulle spalle, uscire la sera era difficile. E lo stipendio non aumentava con le ore e le giornate in più, era sempre quello da contratto.
In un periodo di crisi, sono stata fortunata ad avere un lavoro, in tanti me lo ripetevano quando mi lamentavo delle mie condizioni. Io però non ne ero così convinta.

Stanca della situazione, ho provato a rivolgermi ai sindacati e all'ispettorato del lavoro per sentirmi dire che loro, non potevano fare nulla. Da li in poi, ho sofferto di depressione, ho iniziato ad avere problemi fisici, mal di schiena e uno strano disturbo alle braccia di cui non si capiva la causa.
Ho fatto esami, accertamenti, lastre, analisi, stavo benissimo, eppure il problema alle braccia c'era.
Tra tutti i dottori che non sapevano darmi una spiegazione, solo uno aveva ipotizzato che il disturbo fosse collegato alla mia stanchezza interiore. Era il mio corpo che mi stava dicendo a modo suo di dover lasciare quel lavoro.
Mi sono messa in malattia per 6 mesi, depressione e disturbi di ogni tipo sono spariti senza medicinali ne terapie. Avevo capito benissimo che non potevo continuare a lavorare in quelle condizioni ma l'idea di abbandonare un posto fisso la vivevo come una sconfitta, oltre alla preoccupazione di non trovare un'altro lavoro.

Dopo 7 anni in quel grande magazzino, rientrare mi faceva tornare tutti i disturbi e il titolare mi aveva assegnato ad un reparto dove di norma ci sono due ragazzi. Tempo qualche settimana, ho avuto un brutto attacco di panico mentre salivo in macchina per andare a lavoro e da li, non sono più rientrata.
Sono stata licenziata per aver superato i mesi di malattia, ho preso la liquidazione, poi la disoccupazione. Mi sono sentita libera ma sconfitta.
Mentre cercavo una nuova occupazione, cercavo anche di rimettere insieme i pezzi di me stessa. Sono uscita da quella situazione devastata, profondamente segnata che ogni volta mi capita di passare davanti a quel negozio, lo stomaco si torce, senza togliere i brutti sogni che mi hanno accompagnata per mesi.

In tutto questo, avevao tanto tempo libero da occupare ed è tornata a riaffiorare la mia passione per il cucito, accantonata per mancanza di tempo.
Ho imparato a cucire da mia madre, a casa nei pomeriggi la seguivo metre con l'aiuto dei cartamodelli di giornale creava abiti per me e per lei.
Tornare a cucire, a godermi il tempo libero con la famiglia e gli amici è stato come tornare a respirare. E' stato in questo momento che ho scoperto il mondo dell'HandMade sui social. Ho faticato però tantissimo a credere che era possibile fare delle proprie passioni un lavoro.


Senza un'idea precisa, senza un planning mi sono buttata a capo fitto in quest'avventura.
Ho seguito le artigiane Italiane prendendo spunto da loro. Ho acquistato le prime stoffe da un sito cinese, perchè aveva delle fantasie stupende e le spese di spedizione gratuite.
Quando ho scoperto la FASHION REVOLUTION mi è cambiata parecchio la visione delle cose. Se non sai di cosa parlo, qui c'è un post che ho scritto sull'argomento.
Avevo accomulato un pò di stoffe ma nel frattempo avevo ritrovato un pò della me stessa che avevo perso, e quelle stoffe, oltre a non rispecchiare i valori del mio Band, avevano anche fantasie che non rispecchiavano il mio stile.
Mi dispiaceva però buttarle, dopotutto sarebbe stato solo uno spreco e le ho tenute li finchè non mi è venuta un'idea. Ho deciso di smaltire quelle stoffe e gli articoli già cuciti in una super promozione FLOWER POWER con prezzi speciali.
Con il ricavato acquisterò delle stoffe eticamente sostenibili e personalizzate da altre artigiane Italiane.
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