martedì 27 marzo 2018

Che cosè lo Slow Fashon e il Fast Fashion e perchè dovresti prendere parte alla rivoluzione

Che cosè lo Slow Fashon e il Fast Fashion e perchè dovresti prendere parte alla rivoluzione

martedì 27 marzo 2018

All'inizio del mio Business, il mio obbiettivo era cucire. Io volevo solo cucire e non mi importava di tutto il resto. Facevo corsi, leggevo libri e non capivo le loro domande.
Seguendo altre ragazze, studiando, informandomi su questo mondo del fatto a mano che per me era nuovo, ho scoperto un' universo di possibilità, di risposte a quelle domande che non capivo ed è stato allora che ho iniziato il mio percorso verso la libertà.

Complice la NewsLetter di Gioia che invitava ad esporci, a prendere una posizione e il video di Enrica, che chiudeva con un quesito pari a "Chi ci a messo al mondo?" o "Cosa facciamo qui?" ho sentito il bisogno di scrivere la mia risposta e la mia posizione.

Enrica nel video chiedeva "Che impronta vuoi lasciare?"
Gioia nella NewsLetter scriveva "Un Business è fatto di valori: Quali sono i tuoi valori?"

C'è stato il panico all'inizio, dovuto più a quanta importanza si da a domande come queste che per la risposta arrivata come se fosse affiorata dall'acqua in quell'istante.
Prima c'è stata la certezza che anche se non siamo personaggi famosi, nel nostro piccolo possiamo  lasciare un segno con i nostri valori. E io vorrei essere si quella che cuce borse ma che lo fa con attenzione alla sostenibilità e all'etica dei materiali e nel rispetto dell'ambiente.
Quella che coinvolge chi ancora non sa nulla di questo argomento, come me all'inizio.
Vorrei diventare un puntino di riferimento per tutte quelle persone che credono che l'unione fa la forza e insieme possiamo cambiare le regole della moda.



Ho scoperto la Fashion Revolution qualche anno fa seguendo le mie colleghe ed è stato come aprire il vaso di Pandora. Ho seguito il movimento dal mio PC, dal telefono, ho letto articoli ma più di tutto ho iniziato a farmi domande come: "Chi fa i miei vestiti? Dove? E' felice di realizzarli? Comprando questa maglia contribuisco a che cosa? A chi sto dando i miei soldi?.."

C'è voluto un po' perché l'abitudine ad acquistare senza farsi domande è dura da togliere.
Ho capito meglio quando ho pensato alla situazione lavorativa che ho vissuto in GDO.
Avevo la soluzione ma non ci ero ancora arrivata, non avevo collegato le cose. Avevamo dei prezzi così bassi anche perché noi del personale eravamo sottopagati oltre ad essere trattati in un modo veramente indegno.

Le domande seguenti sono state: "Perché le persone non si chiedono come mai queste cose costano così poco? E io perché non me lo sono chiesto prima? Quando compro una T-shirt a  €5,00 perché non mi domando chi l'ha cucita? Se chi l'ha fatta è stato pagato in modo giusto?"

Perché non ci interessa degli altri, in quel momento il nostro obbiettivo è solo quello di comprare al minor prezzo possibile, risparmiare per comprare ancora e usciamo felici dai negozi con le buste piene e l'idea di aver fatto un affare con quei prezzi.

Ci comportiamo allo stesso modo, è naturale è un comportamento socialmente accettato, non siamo noi responsabili di tutto il resto, se i lavoratori sono ben pagati, se lavorano in sicurezza, quello che succede prima del nostro acquisto non è affare nostro.

Ed è qui invece che è iniziata la strada verso la consapevolezza di contribuire in modo involontario, automatico in qualcosa di cui io stessa sono stata vittima. Quel lavoro in GDO mi ha portata ad ammalarmi fisicamente e psicologicamente fino a costringermi a doverlo lasciare.
A confronto delle situazioni lavorative che ho letto seguendo la Fashion Revolution, la mia è stata una passeggiata ma in qualche modo mi ha aiutata a capire meglio a rendermi conto che il cambiamento deve partire da noi.


Come dice Spora, noi siamo milioni di culi. Lei lotta contro la strumentalizzazione della donna, una causa mastodontica che se ci pensi viene naturale dire "tanto non cambieremo mai nulla" e invece no, l'errore è tutto qui. Noi abbiamo il potere di decidere, siamo quelli con i soldi (pochi) che possono scegliere a chi darli.

Se devo acquistare una T-shirt la cerco da un artigiano in Italia, evito Terranova, H&M negozi di cineseria e simili, perché ho fatto una scelta, ho tratto le mie conclusioni e preferisco dare i miei soldi ad un Business che nel suo piccolo si impegna ad usare materiali riciclati, usa tecniche sostenibili e crede in quello che fa, crede che le sue scelte possono portare un miglioramento, possano cambiare le regole e io che credo nei suoi stessi valori, non compro solo una T-shirt fatta a mano in Italia, non è solo un pezzo unico, ma contribuisce a portare avanti quei valori.

Ora non è che non compro più assolutamente nulla made in Cina o dai negozi di Intimissimi, Zara e compagnia bella. Ho smesso di comprare roba su roba solo perché costava poco e questo è già un risultato oltre ad un gran risparmio. Quando spendo i miei soldi, sono consapevole di quello che faccio, a cosa contribuisco con il mio acquisto e questo mi rende libera.
La consapevolezza è una libertà. Pronta a diventare consapevole?

PS: Per questo il regalo che ho scelto per chi si iscrive alla Wonder NewsLetter non è uno sconto ma un PDF da scaricare subito e gratuitamente. Scoprilo qui.

\m/
Nicoletta 
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venerdì 16 marzo 2018

Armadio da paura, un mini PDF gratis per dire addio alla paura del cosa mi metto oggi

Armadio da paura, un mini PDF gratis per dire addio alla paura del cosa mi metto oggi

venerdì 16 marzo 2018

Cercavo un regalo nuovo e originale per chi si iscrive alla mia Wonder NewsLetter perché oltre a concentrarmi sui contenuti a migliorare sempre la qualità dei link e dei tutorial penso che anche il regalo di benvenuto deve essere altrettanto curato.

Chi si iscrive alla NewsLetter magari ancora non mi conosce bene o mi ha scoperta da poco e per questo non sfrutta un buono sconto in regalo che con il tempo va dimenticato.
Non c'è niente di male in questo, è una cosa faccio anche io quando mi iscrivo alle NewsLetter, in questo periodo che devo risparmiare un sacco per una grossa spesa a breve, anche lo sconto più infiocchettato di tutti non avrebbe effetto e rimarrebbe li, poi dimenticato e poi perso.


Trovare invece qualcosa da scaricare, che puoi conservare nel telefono e stampare è un dono che mi rispecchia di più ed è qualcosa legato ai miei principi, alla mia vita e al mio Business.
In questo modo puoi conoscermi meglio e magari capire se siamo in sintonia o assolutamente no, scoprire se abbiamo gli stessi valori e condividerli. Oppure no.

Sono convinta che fa sempre piacere ricevere un regalo inaspettato e se ti avvicini al mio mondo devi sapere che avrai solo cose che mi rispecchiano e in cui credo, perché non sono brava a fare quello che va fatto perché è così, perché ho scelto di essere me stessa anche dietro ad uno schermo con il mio piccolo Brand.

Se ti iscrivi alla mia NewsLetter, ricevi un mini PDF per un Armadio da Paura.

Ti stai chiedendo che c'entra con me, vero? Non te lo aspettavi?
In effetti neanche io ma poi sono successe delle cose, come quando si allineano i pianeti e allora tutto diventa chiaro e pensi come ho fatto a non arrivarci prima?! Non sai di che parlo?

E' normale ed è colpa mia, perché non avevo ancora capito come trasmettere i miei valori, le cose in cui credo e che vorrei fossero affini con chi mi segue.

Il PDF che scarichi quando ti iscrivi, non è solo un file da leggere e stampare, contiene un messaggio più ampio e importante del semplice vestirsi bene non perdere tempo a pensare cosa mi metto oggi. 

Per anni sono stata schiava del Fast Fashion, compravo vestiti spesso a poco prezzo, avevo l'armadio pieno eppure non sapevo mai cosa mettere. Non c'era mai quello cercavo.
Possibile? E tutta quella montagna di vestiti se ne stava la mentre io mi domandavo perché avevo comprato una maglia con lo scollo a V che detesto.

Sono passati anni prima di scoprire cosa fosse veramente il FastFashion, a cosa contribuisce e come influenza la mia esistenza. E' stato un percorso lungo, dove mi sono scoperta curiosa e mi sono sentita parte di questo movimento ancora prima di conoscerlo a fondo.
Lentamente ho smesso di comprare vestiti tutte le settimane, non solo per fare economia ma perché ho capito che era meglio comprare meno ma scegliendo bene.

Con questo PDF non voglio cambiare le tue opinioni ma svegliare la curiosità per farti le domande giuste e sono sicura che le risposte le hai già, come le avevo io, devi solo lasciarle affiorare.

E solo questo è stato un enorme passo perché la dipendenza da Shopping selvaggio esiste e credo di esserci andata vicina. Un po' come la dipendenza dalla Nutella ma con altre conseguenze.
Il passo successivo è stato pensare a riciclare. So cucire e rammendare e quei vestiti che non mi facevano sentire bene o erano vecchi potevo trasformarli invece di buttarli.
Alcuni li ho donati, altri li ho regalati a mia madre e qualcuno l'ho trasformato, come la T-Shirt di Wonder Woman, un regalo di mio fratello che è diventata una borsa a tracolla.

Sono diventata più sensibile agli sprechi, sarà dato anche dall'età ma sono convinta che con le mie scelte, anche se per un'infinitesima parte ho contribuito a qualcosa, per me, le persone care, per noi per il mondo. No, non credo di avere manie di grandezza, penso solo che è possibile un cambiamento e la parte bella è che quel cambiamento possiamo farlo noi.
Leggendo e informandomi sulla Fashion Revolution è come se un sipario fosse calato e vedo tutto con occhi nuovi, senza filtri.

Ne parlo in modo più approfondito in questo post dove ti racconto il mio percorso, intanto puoi iscriviti alla Wonder NewsLetter scaricare il PDF Armadio da paura e farmmi sapere che ne pensi.
E' stato un super lavoro dal basso delle mie competenze tecniche ma è pieno di tutta la passione e la convinzione con cui credo in questa causa.


\m/
Nicoletta 
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