Ciao! Mi chiamo Nicoletta
MISS WONDER RAIN
è il mio piccolo BRAND di cucito indipendente.

Sono una sarta, creo borse e accessori con uno stile ROCK, nero e un po' magico.

Credo nell'espressione di se stessi attraverso gli accessori dando loro il potere
di comunicare chi siamo di farci sentire in armonia in un mondo così diverso e vasto.

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martedì 27 marzo 2018

Che cosè lo Slow Fashon e il Fast Fashion e perchè dovresti prendere parte alla rivoluzione

Che cosè lo Slow Fashon e il Fast Fashion e perchè dovresti prendere parte alla rivoluzione

martedì 27 marzo 2018

All'inizio del mio Business, il mio obbiettivo era cucire. Io volevo solo cucire e non mi importava di tutto il resto. Facevo corsi, leggevo libri e non capivo le loro domande.
Seguendo altre ragazze, studiando, informandomi su questo mondo del fatto a mano che per me era nuovo, ho scoperto un' universo di possibilità, di risposte a quelle domande che non capivo ed è stato allora che ho iniziato il mio percorso verso la libertà.

Complice la NewsLetter di Gioia che invitava ad esporci, a prendere una posizione e il video di Enrica, che chiudeva con un quesito pari a "Chi ci a messo al mondo?" o "Cosa facciamo qui?" ho sentito il bisogno di scrivere la mia risposta e la mia posizione.

Enrica nel video chiedeva "Che impronta vuoi lasciare?"
Gioia nella NewsLetter scriveva "Un Business è fatto di valori: Quali sono i tuoi valori?"

C'è stato il panico all'inizio, dovuto più a quanta importanza si da a domande come queste che per la risposta arrivata come se fosse affiorata dall'acqua in quell'istante.
Prima c'è stata la certezza che anche se non siamo personaggi famosi, nel nostro piccolo possiamo  lasciare un segno con i nostri valori. E io vorrei essere si quella che cuce borse ma che lo fa con attenzione alla sostenibilità e all'etica dei materiali e nel rispetto dell'ambiente.
Quella che coinvolge chi ancora non sa nulla di questo argomento, come me all'inizio.
Vorrei diventare un puntino di riferimento per tutte quelle persone che credono che l'unione fa la forza e insieme possiamo cambiare le regole della moda.



Ho scoperto la Fashion Revolution qualche anno fa seguendo le mie colleghe ed è stato come aprire il vaso di Pandora. Ho seguito il movimento dal mio PC, dal telefono, ho letto articoli ma più di tutto ho iniziato a farmi domande come: "Chi fa i miei vestiti? Dove? E' felice di realizzarli? Comprando questa maglia contribuisco a che cosa? A chi sto dando i miei soldi?.."

C'è voluto un po' perché l'abitudine ad acquistare senza farsi domande è dura da togliere.
Ho capito meglio quando ho pensato alla situazione lavorativa che ho vissuto in GDO.
Avevo la soluzione ma non ci ero ancora arrivata, non avevo collegato le cose. Avevamo dei prezzi così bassi anche perché noi del personale eravamo sottopagati oltre ad essere trattati in un modo veramente indegno.

Le domande seguenti sono state: "Perché le persone non si chiedono come mai queste cose costano così poco? E io perché non me lo sono chiesto prima? Quando compro una T-shirt a  €5,00 perché non mi domando chi l'ha cucita? Se chi l'ha fatta è stato pagato in modo giusto?"

Perché non ci interessa degli altri, in quel momento il nostro obbiettivo è solo quello di comprare al minor prezzo possibile, risparmiare per comprare ancora e usciamo felici dai negozi con le buste piene e l'idea di aver fatto un affare con quei prezzi.

Ci comportiamo allo stesso modo, è naturale è un comportamento socialmente accettato, non siamo noi responsabili di tutto il resto, se i lavoratori sono ben pagati, se lavorano in sicurezza, quello che succede prima del nostro acquisto non è affare nostro.

Ed è qui invece che è iniziata la strada verso la consapevolezza di contribuire in modo involontario, automatico in qualcosa di cui io stessa sono stata vittima. Quel lavoro in GDO mi ha portata ad ammalarmi fisicamente e psicologicamente fino a costringermi a doverlo lasciare.
A confronto delle situazioni lavorative che ho letto seguendo la Fashion Revolution, la mia è stata una passeggiata ma in qualche modo mi ha aiutata a capire meglio a rendermi conto che il cambiamento deve partire da noi.


Come dice Spora, noi siamo milioni di culi. Lei lotta contro la strumentalizzazione della donna, una causa mastodontica che se ci pensi viene naturale dire "tanto non cambieremo mai nulla" e invece no, l'errore è tutto qui. Noi abbiamo il potere di decidere, siamo quelli con i soldi (pochi) che possono scegliere a chi darli.

Se devo acquistare una T-shirt la cerco da un artigiano in Italia, evito Terranova, H&M negozi di cineseria e simili, perché ho fatto una scelta, ho tratto le mie conclusioni e preferisco dare i miei soldi ad un Business che nel suo piccolo si impegna ad usare materiali riciclati, usa tecniche sostenibili e crede in quello che fa, crede che le sue scelte possono portare un miglioramento, possano cambiare le regole e io che credo nei suoi stessi valori, non compro solo una T-shirt fatta a mano in Italia, non è solo un pezzo unico, ma contribuisce a portare avanti quei valori.

Ora non è che non compro più assolutamente nulla made in Cina o dai negozi di Intimissimi, Zara e compagnia bella. Ho smesso di comprare roba su roba solo perché costava poco e questo è già un risultato oltre ad un gran risparmio. Quando spendo i miei soldi, sono consapevole di quello che faccio, a cosa contribuisco con il mio acquisto e questo mi rende libera.
La consapevolezza è una libertà. Pronta a diventare consapevole?

PS: Per questo il regalo che ho scelto per chi si iscrive alla Wonder NewsLetter non è uno sconto ma un PDF da scaricare subito e gratuitamente. Scoprilo qui.

\m/
Nicoletta 
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venerdì 16 marzo 2018

Armadio da paura, un mini PDF gratis per dire addio alla paura del cosa mi metto oggi

Armadio da paura, un mini PDF gratis per dire addio alla paura del cosa mi metto oggi

venerdì 16 marzo 2018

Cercavo un regalo nuovo e originale per chi si iscrive alla mia Wonder NewsLetter perché oltre a concentrarmi sui contenuti a migliorare sempre la qualità dei link e dei tutorial penso che anche il regalo di benvenuto deve essere altrettanto curato.

Chi si iscrive alla NewsLetter magari ancora non mi conosce bene o mi ha scoperta da poco e per questo non sfrutta un buono sconto in regalo che con il tempo va dimenticato.
Non c'è niente di male in questo, è una cosa faccio anche io quando mi iscrivo alle NewsLetter, in questo periodo che devo risparmiare un sacco per una grossa spesa a breve, anche lo sconto più infiocchettato di tutti non avrebbe effetto e rimarrebbe li, poi dimenticato e poi perso.


Trovare invece qualcosa da scaricare, che puoi conservare nel telefono e stampare è un dono che mi rispecchia di più ed è qualcosa legato ai miei principi, alla mia vita e al mio Business.
In questo modo puoi conoscermi meglio e magari capire se siamo in sintonia o assolutamente no, scoprire se abbiamo gli stessi valori e condividerli. Oppure no.

Sono convinta che fa sempre piacere ricevere un regalo inaspettato e se ti avvicini al mio mondo devi sapere che avrai solo cose che mi rispecchiano e in cui credo, perché non sono brava a fare quello che va fatto perché è così, perché ho scelto di essere me stessa anche dietro ad uno schermo con il mio piccolo Brand.

Se ti iscrivi alla mia NewsLetter, ricevi un mini PDF per un Armadio da Paura.

Ti stai chiedendo che c'entra con me, vero? Non te lo aspettavi?
In effetti neanche io ma poi sono successe delle cose, come quando si allineano i pianeti e allora tutto diventa chiaro e pensi come ho fatto a non arrivarci prima?! Non sai di che parlo?

E' normale ed è colpa mia, perché non avevo ancora capito come trasmettere i miei valori, le cose in cui credo e che vorrei fossero affini con chi mi segue.

Il PDF che scarichi quando ti iscrivi, non è solo un file da leggere e stampare, contiene un messaggio più ampio e importante del semplice vestirsi bene non perdere tempo a pensare cosa mi metto oggi. 

Per anni sono stata schiava del Fast Fashion, compravo vestiti spesso a poco prezzo, avevo l'armadio pieno eppure non sapevo mai cosa mettere. Non c'era mai quello cercavo.
Possibile? E tutta quella montagna di vestiti se ne stava la mentre io mi domandavo perché avevo comprato una maglia con lo scollo a V che detesto.

Sono passati anni prima di scoprire cosa fosse veramente il FastFashion, a cosa contribuisce e come influenza la mia esistenza. E' stato un percorso lungo, dove mi sono scoperta curiosa e mi sono sentita parte di questo movimento ancora prima di conoscerlo a fondo.
Lentamente ho smesso di comprare vestiti tutte le settimane, non solo per fare economia ma perché ho capito che era meglio comprare meno ma scegliendo bene.

Con questo PDF non voglio cambiare le tue opinioni ma svegliare la curiosità per farti le domande giuste e sono sicura che le risposte le hai già, come le avevo io, devi solo lasciarle affiorare.

E solo questo è stato un enorme passo perché la dipendenza da Shopping selvaggio esiste e credo di esserci andata vicina. Un po' come la dipendenza dalla Nutella ma con altre conseguenze.
Il passo successivo è stato pensare a riciclare. So cucire e rammendare e quei vestiti che non mi facevano sentire bene o erano vecchi potevo trasformarli invece di buttarli.
Alcuni li ho donati, altri li ho regalati a mia madre e qualcuno l'ho trasformato, come la T-Shirt di Wonder Woman, un regalo di mio fratello che è diventata una borsa a tracolla.

Sono diventata più sensibile agli sprechi, sarà dato anche dall'età ma sono convinta che con le mie scelte, anche se per un'infinitesima parte ho contribuito a qualcosa, per me, le persone care, per noi per il mondo. No, non credo di avere manie di grandezza, penso solo che è possibile un cambiamento e la parte bella è che quel cambiamento possiamo farlo noi.
Leggendo e informandomi sulla Fashion Revolution è come se un sipario fosse calato e vedo tutto con occhi nuovi, senza filtri.

Ne parlo in modo più approfondito in questo post dove ti racconto il mio percorso, intanto puoi iscriviti alla Wonder NewsLetter scaricare il PDF Armadio da paura e farmmi sapere che ne pensi.
E' stato un super lavoro dal basso delle mie competenze tecniche ma è pieno di tutta la passione e la convinzione con cui credo in questa causa.


\m/
Nicoletta 
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giovedì 22 febbraio 2018

BucoBag, la borsa con il buco intorno, Rock Edition

BucoBag, la borsa con il buco intorno, Rock Edition

giovedì 22 febbraio 2018

Sono sempre stata appassionata di musica, da piccola ascoltavo la radio con le cuffie prima di andare a dormire, poi mentre facevo i compiti e con il Walkman quando andavo in giro.
Il Walkman andava a pile, e spesso per non consumarle riavvolgevo il nastro della cassetta a mano.
Andava di moda ascoltare Radio Subasio e mi chiedevo perché non mandavano la versione lunga di Novembre Rain, o perché non passavano i Doors.
Poi ho capito che ascoltare radio non faceva per me e ho iniziato a comprare le cassette, la prime che ricordo erano quelle degli 883, Hanno ucciso l'uomo ragno e dei Litfiba con Viva Litfiba.

Quando è arrivato il lettore CD portatile,  a pile anche questo, potevo ascoltare quello che volevo senza pubblicità ne interferenze. L'Ipod invece, l'ho avuto intorno ai 20 anni, così ho smesso di comprare CD, ma potevo caricarci abbastanza canzoni da avere sempre una vasta scelta. 
Nel corso degli anni, anche il genere musicale è cambiato, dal pop rock italiano di Vasco, ai Verdena, Afterhours per finire all'HeavyMetal degli Iron Maiden e dei Metallica.

Con il passare del tempo, lo spazio per la musica si è ridotto drasticamente, meno concerti, meno CD, ma la passione è rimasta e mi ha permesso di scoprire altri artisti, altri generi e un modo per portarla sempre con me. Ora ti spiego come ho unito la passione per la musica alla passione del cucito.

Le BucoBag sono nate lo scorso anno, volevo cucire qualcosa di diverso e dopo una full immersion su Pinterest, sono uscita con l'idea del buco con la borsa intorno.
Una semplice borsa a mano che all'occorrenza può diventare anche una Clutch.

Il suo punto di forza, è il buco usato come manico.

Ho dovuto fare varie prove e studiare per creare una borsa leggera, ma robusta e particolare.
Le prime BucoBag hanno riscosso un gran successo, ne ho cucite di fantasie sempre diverse anche per le amiche, e ogni modello era unico, perché non amo ripetermi e voglio creare solo pezzi unici.


Per il 2018, ho ripreso quel modello e ho studiato ancora per migliorarlo, provando ad aggiungere dettagli e uno stile più affine al mondo MissWonderRain che lentamente sta prendendo la strada giusta.

DETTAGLI:
- Ho migliorata la tasca interna con una chiusura lampo per custodire le cose piccole che spesso si perdono.
- Ho messo un bottone a pressione calamitato come chiusura.
- Ho cucito anche una tracolla sganciabile, comoda per quando devi avere le mani libere.
Oltre a tutte queste migliorie, ho lavorato tantissimo anche alla personalità della BucoBag; ROCK edition ho voluto trasmettere la mia passione per la musica attraverso il mio lavoro, ispirandomi ad un artista che amo.


La prima che ho cucito, è stata quella ispirata a David Bowie, più precisamente al suo alter ego, Aladdin Sane. Sono sempre stata affascinata da quel trucco così particolare a forma di TUONO e mano a mano che ascoltavo le sue parole, ho adorato le sue trasformazioni sia musicali che sul palco.
Bowie l'ho' ritrovato spesso in film che adoro, come Moulin Rouge, Noi, ragazzi dello zoo di Berlino, Labyrint e ci sono citazioni in tanti altri.
Con lui ho scoperto il Glam Rock e sono impazzita per le sue performance live con quei costumi pazzeschi.  Non conosco tutte tutte le sue canzoni, ne tutta la sua biografia a memoria, ma mi ritengo ugualmente una sua Fan. La mia canzone preferita è stata ed è rimasta Heroes.
Quando ho pensato alla BucoBag da dedicargli, non ho avuto dubbi, l'avrei cucita con il tuono.
Ho disegnato, cancellato, tagliato aggiustato l'ecopelle non so quante volte per avere quello che volevo, non era così semplice come immaginavo nella mia mente, ma il risultato lo lascio giudicare a voi.

Dolores O'Riordan. La sua morte è stata così improvvisa che mi ha lasciato per qualche giorno un po' stordita. Il mio primo concerto è stato quello dei Cranberries, ho dei vaghi ricordi e un selfie di me e mio fratello sfocati perché scattato con una macchina fotografica normale.
Non avevo ancora un cellulare (questi sono i casi in cui mi rendo conto di quanto tempo sia passato).
Ho comprato una chitarra elettrica dopo quel concerto, e le canzoni di Dolores sono le prime che ho imparato a suonare. Con i Cranberries ho scoperto la mia passione per l'Irlanda, ho capito che la chitarra non faceva per me, ma era comunque bello passare i pomeriggi a provare quegli accordi.

Per la BucoBag ROCK Edition dedicata a lei, ho ricamato a mano sul davanti la mia versione di una croce celtica, che lei aveva tatuata su un braccio e dietro il titolo di una canzone che è quella che più mi è rimasta in testa, Just my immagination.
Purtroppo però, non sono ancora abbastanza pratica con il ricamo e il risultato non mi ha soddisfatta come avevo immaginato. La borsa è comunque utilizzabile e ho deciso di tenerla per me, perché voglio che la qualità dei miei articoli sia sempre al top, e non mi accontento del buona la prima o del fatto è meglio che perfetto.

Ho ben chiaro in mente il risultato che voglio ottenere, e se non ci arrivo, vuol dire che devo esercitarmi ancora. Vuol dire che il tempo che mi sono data per preparare quella borsa non è stato sufficiente, neanche per un eventuale piano B.
Tutti errori che se visti dal punto di vista giusto, non fanno che motivarmi a migliorare sempre di più, sulla qualità delle mie creazioni, sull'organizzazione e sulle tempistiche.

Prima di correre a vedere nei dettagli la Bowie Bag, ti ricordo che puoi personalizzare la tua BucoBag Rock Edition con qualsiasi artista o band. Scrivimi una mail, specifica a chi vorresti che la borsa fosse dedicata e insieme troveremo il modo di renderla UNICA.

Ora puoi andare nello Shop a vedere la BucoBag Rock Edition dedicata a David Bowie, poi fammi sapere che ne pensi, lascia un commento qui sotto o sui social.

\m/
Nicoletta
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domenica 4 febbraio 2018

CircleVibes, le tovagliette magiche con i pom pon

CircleVibes, le tovagliette magiche con i pom pon

domenica 4 febbraio 2018

Voglio raccontarti la storia di come sono nate le CircleVibes, le tovagliette tonde con i pom pon, perché credo che il bello del fatto a mano e dei piccoli business, sta anche nel conoscere come accadono le cose dietro un nome.

E' iniziato tutto con il regalo di una cara amica, un tavolo tondo, basso, grezzo che avrei riverniciato e usato per la sala, da mettere davanti al divano.
Sono passati mesi, e quel tavolo è rimasto in disparte a prendere polvere perché non avevo tempo di occuparmene, finché non ho comprato della vernice nera per altre cose, e visto che mi era avanzata, mi sono decisa a mettere mano al tavolino rotondo.

Ho passato un pomeriggio d'estate in terrazza con Buffy a pulire e verniciare il tavolino tondo. Dopo tutto non ci voleva così tanto tempo a sistemarlo.


Il risultato è stato così bello, che non l'ho' usato per la sala, ma l'ho' voluto nel mio studio, esattamente nel momento i cui mi sono avvicinata ai Tarocchi e alle carte ispirazione.

Niente succede per caso.

Era tutto perfetto, tranne che il tavolo aveva qualche buco e non era comodo appoggiare cose che cadevano sotto. E' stato in quel momento che ho pensato a vestire il tavolo con qualcosa, qualcosa di magico, di speciale che fosse in tema con le carte, la magia, l'intuito.

Ho cucito un pezzo di stoffa tondo, ma mancava qualcosa.
Visto che non butto via mai nulla, avevo degli avanzi di pom pon di una borsa, e quando li ho messi intorno per vedere l'effetto, ho capito subito che era quello che mancava.
Il nome invece, l'ho' trovato grazie a due fantastiche donne su Instagram, miscelando i loro suggerimenti.

Sono nate così le CircleVibes.
 Ti è piaciuta questa storia?

A presto,
Nicoletta
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Perchè uso un'agenda da €1 e non la Dailygreatness Business Planner

Perchè uso un'agenda da €1 e non la Dailygreatness Business Planner

Ai tempi della scuola usavo il diario non solo per i compiti, mi piaceva riempirlo con frasi, citazioni, disegni, canzoni e ritagli di giornali.
Crescendo, mi è rimasta questa abitudine e ho iniziato ad usare le agende, all'inizio più come diario, poi, per essere più organizzata e ricordarmi le cose.

Ne ho usate tantissime, alcune ancora le conservo. Da agende piccole a grandi, da quelle vuote a quelle già stampate, finché non ho scoperto le Filofax.
Un'agenda con anelli che puoi settare come preferisci. Aggiungere e togliere le pagine, cambiare ogni anno i fogli usando sempre la stessa agenda. L'ho' usata per anni, cambiando vari formati, finché non ho deciso di cambiare ancora.

La FiloFax è meravigliosa, ma era un po' pesante e ingombrante in borsa, ecco perché ho voluto per questo anno un'agenda piccola e leggera da tenere in borsa per portarmela sempre dietro.
Ho trovato questa agenda carinissima che costava veramente poco e l'ho' comprata d'istinto. Mi faccio sempre abbindolare dal mondo Giapponese.


La Dailygreatness Business Planner invece, l'ho' scoperta da Francesca Baldassarri.
Non rientrava affatto nell caratteristiche di piccola e leggera, ma ho pensato che potesse essermi di aiuto nel mio Business.

Quando è arrivata, ho subito sentito il suo peso reale, che mi ha scoraggiata all'idea di portarla in borsa, ma non solo. Sfogliandola, ho sentito anche il panico a vedere quelle pagine da riempire e le domande a cui rispondere.
L'ho' sfogliata per giorni, ho letto le istruzioni,e tutto quello che c'era dentro, anche se in inglese si capisce facile anche con l'aiuto di Google. Mi ero quasi decisa ad usarla, finché non ho acquistato il corso di Giada Carta, SoulfulBusiness.

Le premesse del corso di Giada erano chiare, tanto materiale da studiare, tanto lavoro pratico e rispettare le scadenze per la call. Sfogliandola ancora, la Dailygreatness richiede tempo per capire come si usa, tempo per compilare la settimana, tempo per rispondere alle domande per il check ogni tre mesi e tanto altro.

Visto che il tempo è sempre poco, ho preferito lasciare indietro l'agenda, che non è segnata e posso usare anche il prossimo anno e dedicarmi al corso SoulfulBusiness.

Vediamo cosa succede l'anno prossimo.
Nicoletta
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sabato 13 gennaio 2018

Magic Challenge

Magic Challenge

sabato 13 gennaio 2018

Il mese di Dicembre é quello in cui mi sono iscritta e ho seguito tutti i Calendari dell'avvento che ho trovato, c'è stata un'invasione di challenge e mi è piaciuto questo stare insieme virtuale. Tanto che ho pensato di fare qualcosa anche per il mese di Gennaio, così, per non perdere l'abitudine.

Ho pensato ad un Challenge magico, ma non con le carte, anche se per questo anno vorrei che fossero più presenti per darmi ispirazione e motivarmi nei giorni no.
A Gennaio finiscono le feste e riprende la routine di tutti i giorni, andiamo di corsa per fare tutto, per fare sempre di più e spesso non ci accorgiamo di quello che abbiamo intorno.

Ecco il focus di questo Challenge, riscoprire le piccole cose intorno a noi che diamo per scontate, che tralasciamo perché sono sempre le stesse e non ci rendiamo conto di quanto siano magiche.

Riscopriamo insieme lo spettacolo che ci circonda. Il sole spunta ogni mattina, ma non è mai lo stesso. Eppure mi accorgo di non farci caso, e quando mi metto alla finestra ad osservarlo, mi sorprendo a meravigliarmi dei suoi colori.
Anche la natura sa essere magica, tutto quello che abbiamo intorno lo è, dobbiamo solo fermarci un attimo e  goderci lo spettacolo.
Cosa fare per partecipare:
+ Iscriviti qui, così ogni mattina per una settimana, riceverai una mail con il buon giorno, il tema della foto e qualche consiglio.
+ Scatta la foto e usa l' hashtag #magichallenge2018 e #magichallenge2018giorno1 e se vuoi taggami @misswonderrain così non mi perdo nulla.
+ Usa gli hashtag per scoprire le altre foto e conoscere nuovi profili e nuove magie.
+ Io riposterò le foto nelle mie Stories tutti i giorni, e alla fine del Challenge, ci sarà un regalo per chi avrà saputo cogliere il vero focus di questo gioco.

Perché alla fine di un gioco si tratta, e la cosa più importante é divertirci insieme.
Il 22 Gennaio si comincia, ma riceverai una mail promemoria domenica 21 con il regolamento.
Ci leggiamo presto nella tua mail.
Nicoletta
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sabato 30 dicembre 2017

WOTY la parola dell'anno per il mio 2018

WOTY la parola dell'anno per il mio 2018

sabato 30 dicembre 2017

 
Trovare la parola dell'anno, è ormai un rituale che vedo coinvolgere sempre più persone, alcune mie colleghe, creano degli astucci con la parola dell'anno personalizzata, Erika di Pretty in mad, e Marianna di I sew so I don't kill people

E' un piccolo rituale, Ilaria Ruggeri ha studiato anche un corso, Incanto per trovare la tua parola dell'anno, ma non c'è nulla di mistico, la parola dell'anno è qualcosa che è dentro di te, devi solo riuscire a sentirla. 

In questi ultimi giorni la stavo cercando, ma sembrava non arrivare mai, finchè ho trovato la NewsLetter di Gioia Gottini, oltre ad essere interessante e piena di spunti, Gioia aveva creato una NewsLetter con 6 differenti foto, che sarebbero capitate a caso. Nella mia mail, c'era la foto che vedi sopra, e come l'ho' letta, la mia parola è subito uscita.

Non ci sono stati dubbi, era lei. Adatta più che mai a questo nuovo anno, in vista di nuovi progetti, del corso Soulful Business con Giada Carta e l'idea di aprire partita iva. 

PREPARAZIONE

Chi meglio di questa parola poteva accompagnarmi per tutte le future decisioni?
Non solo lavorative, ma anche personali in vista di un trasloco.

Nella vita non si smette mai di imparare, è un continuo studiare, crescere e prepararsi per il futuro. Le cose accadono anche senza la parola dell'anno, ma con un guida di riferimento, magari il percorso è meno confuso.

In questo post, Gioia spiega benissimo come usare la parola dell'anno, mentre in questo, ti racconto la mia parola dell'anno 2016.

Auguri, Nicoletta
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mercoledì 16 novembre 2016

Da blog a sitoweb, la mutazione di MissWonderRain

Da blog a sitoweb, la mutazione di MissWonderRain

mercoledì 16 novembre 2016

Era da tempo che non aggiornavo il blog, e a dire la verità, avevo proprio perso l'interesse nel blog stesso. Fatico molto a raccontarmi sui social, figuriamoci su un blog. All'inizio ero molto entusiasta, ho creato delle rubriche, il calendario del blog ecc.., poi però mi sembrava tutto tempo sprecato, perché quello che volevo fare veramente era cucire.
Ecco perché ho smesso di aggiornare il blog e mi sono dedicata al cucito. Questa versione di sito/blog è provvisoria, ma per il momento mi sta bene. Ha una pagina iniziale che permette di capire subito dove sei e con il menù in alto puoi facilmente navigare per scoprire chi sono e cosa faccio.
Ho rivisto e corretto tutte le pagine, nei mesi passati, ma ancora oggi, perché non si smette mai di studiare, ho imparato cose nuove, e rileggendo le mie pagine le ho corrette.


Come avrete notato, ho cambiato intestazione svariate volte, nessuna mi stava bene. Troppo colorata, troppo smorta, troppo infantile, poco rappresentativa... Poi mi sono rivolta a ViolinViola le ho mandato un mio disegno e lei me lo ha realizzato. Anche in quel caso, dopo l'euforia dei primi giorni, non mi stava più bene. Solo una cosa mi piaceva, la scritta. Perché è la mia calligrafia.
C'è voluto un po' per mettere tutto insieme e capire che in fondo, anche se i colori mi piacciono, il nero resta sempre il mio preferito, ed ecco qui la nuova intestazione.
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lunedì 12 settembre 2016

Dopo tante Wonder Bags, ecco le prime Wonder Skirt

Dopo tante Wonder Bags, ecco le prime Wonder Skirt

lunedì 12 settembre 2016


Poi così, dopo tante borse, mi è presa la voglia delle gonne. Strano, perché nel mio armadio di gonne e vestiti se ne contano solo su una mano, e invece quest'anno, invece di comprarne, ne ho cucite. Queste tre sono state le prime, erano dei vestiti che mettevo in rare occasioni, quando il caldo era veramente insopportabile e i jeans faticavano a entrarmi. 
La prima, quella a fiori rosa e blu, aveva il pezzo sopra parecchio largo che dovevo metterci sempre altro sotto, e l'elastico era cucito male e dava prurito.
Quella in mezzo, aveva un top tutto elasticizzato come pezzo sopra che non mi ha mai fatto impazzire e lo mettevo sempre con il gilet di jeans sopra.
L'ultima, grigia, bianca e rosa, era un vestito un po' troppo corto, sopra ho dovuto stringerlo perché troppo largo e lo usavo per stare in casa.
Dopo averci dato un taglio, ho trasformato i vestiti in gonne, ed è stata la scelta giusta, perché in questo modo le ho messe per tutta l'estate. E senza spendere soldi, senza buttare cose che non mettevo, ho avuto dei nuovi vestiti. Anche questo è riciclo, e direi ben riuscito.

Poi c' ho' preso gusto, ho trovato queste fantasie meravigliose per delle gonne perfette per settembre, perché sono felpate. Comodissime, morbide, per la sera che adesso inizia a rinfrescare sono adattissime. E non contenta, ho cucito anche una maglia con un colletto di borchie.
Il risultato è che ne sono rimasta cosi soddisfatta che ora non mi fermo più. 
Poco tempo per il blog, tante gonne cucite.
A presto.
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