Mi chiamo Nicoletta

sono il BOSS di Miss Wonder Rain
Black Business di Cucito

Creo borse e accessori con ecopelle, stoffe scure,
teschi, borchie e materiali made in Italy.

Amo i colori ma il nero vince spesso!

martedì 2 aprile 2019

Fashon Revolution 2019: cos'è cambiato in un anno di consapevolezza

Fashon Revolution 2019: cos'è cambiato in un anno di consapevolezza

martedì 2 aprile 2019


"Il 24 Aprile 2013, 1133 persone sono morte e molte altre sono state ferite quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangldesh, è crollato.
Fashion Revolution dice: basta!
Crediamo in un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura. Insieme, useremo il potere dell’industria della moda per catalizzare il cambiamento e ridare dignità alla catena di produzione."
Fashion Revolution // Pagina FaceBook

Aprile è il mese della Fashion Revolution!
Se ancora non sai di cosa parlo, puoi leggere qui e qui.

E' passato del tempo da quando sono diventata consapevole del Fast Fashion e di questo problema che si continua a sottovalutare. Nascono nuovi Brand sostenibile e molte persone sono sempre più attente ai loro acquisti e credo che questo sia un successo.
Ho amiche che ancora non capiscono i prezzi del fatto a mano, che per quanto si sforzano li trovano esagerati. E' difficile uscire dal mondo in cui è normale pagare una T-Shirt €5 o una borsa €9,90 è dura anche per me.

Per quanto sia coinvolta o consapevole, ogni tanto mi capita di acquistare qualcosa perché costa poco, senza chiedermi se ne avessi veramente bisogno e a chi sto dando i miei soldi.
Dopo tutto per anni ho contribuito al Fast Fashion e uscirne è difficile ma non impossibile, si migliora un po per volta.

Anche per me i prezzi del fatto a mano sono alti per le mie tasche, a volte anche inaccessibili pur sapendo che quello è un prezzo adeguato.
Il trucco sta nel cambiare punto di vista.
E' il prezzo della T-Shirt a €5 ad essere sbagliato, e invece di pensare alla quantità, voglio concentrarmi sulla qualità.

Non posso permettermi di acquistare i maglioni fighissimi di Gaia Segattini, (prodotti con scarti di tessuti e con i fiori cuciti a mano uno per uno) come quando entri da Terranova e anche se non ti serve nulla esci con le buste piene.. per dire.. ma posso pensare di regalarmelo per il mio compleanno, o per Natale. Trovo che in questo modo si dia più importanza alle cose oltre che ai nostri soldi.
Acquisterò da lei perché condivido il suo progetto, le sue idee e voglio contribuire alla sua visione del mondo che corrisponde alla mia.

Quando compri una borsa a €9,90 a cosa contribuisci? Quali sono gli ideali che sostieni con il tuo Shopping?

Domande che non mi ero mai posta, mi bastava spendere poco e avere sempre qualcosa di nuovo. Perché è la normalità in cui viviamo ma questo non significa che sia l'unica strada.

Tu a che punto sei? Ti eri mai fatta queste domande? Mi interessa conoscere anche un'opinione differente, perché il confronto è sempre costruttivo.
Io ho deciso di cambiare facendo Shopping consapevole e scegliendo stoffe e materiali diversi. Qui puoi leggere un post dove ti spiego meglio.

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giovedì 28 marzo 2019

Il bello di essere indipendente dai Social

Il bello di essere indipendente dai Social

giovedì 28 marzo 2019


È successo all'improvviso, ho sentito il bisogno di staccare completamente da Social e dalla dipendenza di stare sempre al cellulare e così da un giorno all'altro ho abbandonato Instagram.
Anche se avevo programmato e organizzato le prossime settimane, ho sentito il bisogno di non cliccare più quell'App sul cellulare.

E nel giro di qualche giorno mi sono sentita meglio. Libera.
Io adoro l'organizzazione, utilizzo il Bullet Journal le To Do List e anche varie App, mi piace tantissimo Instagram ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato.
Ho avuto bisogno di farmi travolgere di nuovo dal caos e dalle giornate senza avere nulla di programmato e dei pomeriggi liberi senza scadenze. Ho continuato a cucire, ho portato a termine tutti gli ordini più velocemente e con la testa più concentrata che mai.

Ho proprio avuto l'esigenza di staccare la spina e quando mi sono sentita meglio ho capito che quello non era il modo giusto per me di portare avanti il mio Brand anche se è per lavoro, perché se non sto sui Social non posso parlare con le persone con potenziali clienti e con le clienti.

Ho voluto essere assente perché ne avevo bisogno e stare bene, fisicamente e mentalmente viene prima di tutto. Era inutile continuare a postare ogni giorno cose soltanto per la paura dell'algoritmo,  di perdere follower e like.

Sto studiando per tornare in un modo che sia più sostenibile e non mi faccia sentire un'automa.
Sto studiando con Cindy, un corso di Rita Bellati che ho preso a Dicembre ma che non sono mai riuscita a fare per bene quindi adesso l'ho ripreso.
Ho scelto Rita perché la seguivo da quando vendeva le My selfie, perché anche se siamo due persone completamente diverse abbiamo dei punti in comune che mi hanno portata a fidarmi di lei.
Il suo mondo è l'opposto del mio ma trovo sintonia con il suo essere così precisa e professionale, con la sua calma che trasmette tranquillità.

Lontana da social ho comunque continuato a lavorare, ho avuto più tempo per dedicarmi ad un progetto molto particolare a cui tengo e che non vedo l'ora di farvi vedere.
Non so di preciso quando tornerò sui Instagram ne come ma continuerò ad inviare la NewsLetter, perché è un posto dove mi sento più a mio agio e se ti interessa continuare a seguirmi per sapere cosa succederà, iscriviti usando il form qui. Ne spedisco una ogni fine mese.

\m/
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lunedì 18 marzo 2019

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

lunedì 18 marzo 2019


Era Settembre del 2011 quando sono stata a Londra per la prima volta.
Avevo passato i 20 anni da un po' quando ho fatto il mio prima viaggio fuori Italia.
Non sono mai stata una viaggiatrice, ho fatto concerti e festival lontani ma sempre nei dintorni della mia regione.
Ho sempre sognato di visitare Londra, avevo amici che c'erano già stati e sentivo storie, vedevo foto.
Quando mi sono decisa ero fidanzata e insieme al ragazzo di allora avevamo prenotato volo e albergo. Io mi ero fatta una scaletta di cose da visitare, avevo trovato gli indirizzi e cercato di capire come arrivarci dal Bed and Breakfast che stava vicino all'areo porto di Stansted.
Il mio inglese era quello scolastico e avevo appena la sufficienza ma non mi preoccupavo.

Pochi giorni prima della partenza, il mio ragazzo si è ammalato.
Troppo tardi per farci rimborsare biglietto e alloggio e troppo costoso cambiare il nome del biglietto aereo per far venire un'amica.
Mi ricordo che ho ho avuto pochi dubbi, sarei partita lo stesso, perché non volevo rimetterci i soldi, perché avevo programmato quel viaggio da settimane e perché sentivo che sarebbe andata bene.
Non dissi nulla a casa, anche se vivevo da sola da qualche anno, i miei sono sempre stati molto protettivi in queste situazioni.

Ho preparato uno zaino, il quaderno con gli appunti, e sono partita.
Col treno fino a Roma, poi un' autobus e poi aeroporto. Il viaggio aereo non è stato così drammatico come pensavo, solo alla partenza mi si è accartocciato un attimo lo stomaco.
Quando sono atterrata era buio, ora di cena. Con gli appunti del quaderno ho provato a raggiungere il Bed and Breackfast ma era troppo complicato e avevo paura di perdermi, così ho preso un Taxi.

Mi sentivo proprio un pesce fuor d'acqua ma sapevo che in qualche modo me la sarei cavata. O forse ero solo incosciente e troppo ottimista.
Quando ho suonato al B'n'B mi ha aperto un tizio che parlava in inglese e io non capivo nulla, finché non mi ha indicato il cartello. A quell'ora non c'era la proprietaria e dovevo chiamarla.
A ripensarci non so cosa le abbia detto al telefono ma so che ci siamo capite e poco dopo ero nella mia stanza.

Mi sentivo emozionata e non spaventata, ero felice di essere li, felice di esserci arrivata da sola.
Io che mi sono sempre considerata sbadata, capace di perdermi nella mia stessa città ero a Londra.
Ho chiesto informazioni per l'autobus, non mi sono persa con la metro, ho trovato l'Hard Rock Caffè e mi sono presa un caffè da Starbucks che ho buttato a metà.
Ho fatto shopping a Camden Town, preso da bere e fatto amicizia con un gruppo di ragazze straniere. Non mi sono mai persa e non ho mai avuto la paura di non farcela. Anche quando chiedevo informazioni, cercavo di capire qualche parola qua e là e poi interpretavo.
Londra era bellissima, le strade pulite, le persone cortesi e una strana magia nell'aria dovuta al mio entusiasmo e a tutto il tempo che ho passato a sognarla.

E' stato un fine settimana dove nulla è andato come avevo progettato, non ho visto tutti i posti che avevo segnato sul quaderno, non ho fatto la foto nella cabina del telefono rossa ma ancora oggi lo ricordo come un evento fondamentale. Sono stata a Londra e non mi sono persa.
Ho fatto un viaggio completamente sola ed è stato meraviglioso.
Ho imparato che posso fidarmi di me, che dopotutto non sono così imbranata come pensavo.
Sono orgogliosa di me stessa perché sono partita nonostante tutto. Forse anche per questo Londra è ancora nel mio cuore.

Per la prima volta mi sono sentita indipendente, forte, coraggiosa e felice! Rendersi conto di non aver bisogno di nessuno per fare una cosa che pensavo più grande di me è stato l'insegnamento più importante.
Troppo spesso mi sono sottovalutata e ancora adesso mi capita. Allora ripenso a quel viaggio, solo tre giorni, tanti anni fa ma ero io, solo io.

Ho sempre voluto essere indipendente, a prescindere da un fidanzato.
Quando sono stata single per due anni ho percepito la preoccupazione della mia famiglia, perché ero femmina, vivevo da sola e sono sempre stata quella strana.
Essere femmina ha condizionato molte scelte della mia vita, a volte inconsapevolemente perchè accettare le regole di un sistema in cui nasci e cresci è più semplice di farsi domande.

Perché mi rendo conto solo ora di questo?
Forse non era pronta, non mi interessava, stavo comoda nella mia confort zone, poi ho letto qualche articolo, qualche libro e ho iniziato a riflettere, a farmi domande e a trovare risposte a quelle che mi facevo da ragazzina. Mi chiedo come sarebbe stato se avessi avuto la consapevolezza che ho oggi, ma più di tutto mi chiedo cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi per cambiare le cose.

Io voglio informarmi, essere curiosa e continuare a leggere articoli e libri sul femminismo, che non è una battaglia contro gli uomini, non è una cosa che appartiene al passato, si tratta di diritti e ugualianza, di persone e di cosa vogliamo fare per noi e per gli altri.

Leggi questo post su un libro che ho letto a Gennaio.


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giovedì 28 febbraio 2019

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

giovedì 28 febbraio 2019



Mercoledì 6 Marzo esce la prima collezione del 2019 Miss Wonder Rain.
Ho aspettato tanto prima di far uscire i nuovi articoli perché volevo che fossero perfetti e MERAVIGLIOSI. Ho avuto anche bisogno di tempo per provarli, apportare qualche modifica e in alcuni casi, smontare tutto e ricominciare da capo.

Black and Metal
Da sempre il nero è stato il mio colore preferito, è la prima vera collezione Miss Wonder Rain è dedicata a questo colore, ai materiali che più amo come l'ecopelle e il metallo.
Non sono stata io a scegliere queste stoffe, sono state loro a chiamarmi. Quando entro in un negozio di stoffe, mi lascio spesso guidare dagli occhi ma solo quando riesco ad immaginare quello che possono diventare, mi avvicino e le studio.
Controllo la consistenza, i colori, la pesantezza e se continuo ad immaginare come sarebbero trasformate in pochette o borse, allora vale la pena provarci.

La tracolla
Ho cucito questo modello quasi un anno fa, tanto per studiare. La tracolla con la catenella era il punto più complesso ma una volta realizzata me ne sono innamorata.
Aveva un sacco di difetti, era troppo piccola anche se ci entrava il portafogli, il cellulare e le chiavi. La chiusura l'ampo l'avevo cucita a mano e la fodera era corta rispetto alla borsa.
Nonostante questa l'ho usata ogni volta che ne ho avuto la possibilità. Total black, con la catenella in metallo si abbinava a qualsiasi outfit. Sul cappotto lungo e sul giubbetto di pelle, con gli stivali e con le scarpe da ginnastica.
E' diventata la tracolla che uso di più quando esco la sera con le amiche, quando vado ai festival di birra o faccio spesa.
Ne ho cucite solo due varianti e accetto sempre ben volentieri gli ordini personalizzati perché so che siamo tutte diverse e abbiamo esigenze diverse.


Gli accessori
Il Beauty Case è una novità, è simile ad una Pochette ma ha il fondo in ecopelle e si tiene in piedi grazie alle cuciture laterali. In borsa usavo la classica Pochette ma quando ero fuori, come in un bagno dell'autogrill e dovevo rifarmi il trucco, poggiarla sul lavandino che era quasi sempre bagnato non era una buona idea. Ecco quindi che la base in ecopelle, evita al Beauty di assorbire l'acqua e rimanendo in piedi è più comodo da usare.

Non ci sono Pochette con le nuove stoffe, ne ho ancora qualcuna con la stoffa Luna in pronta consegna! In ogni caso, scrivimi per un ordine personalizzato.

Sono super felice di questa nuova Linea perché sento che rispecchia a pieno le mie passioni, e avevo bisogno di concentrarmi su un modello unico invece che spendere energie per tanti modelli diversi.
C'è voluto più tempo del previsto, più fatica più prove, più pazienza ma il risultato finale mi ha ripagata.


Vi aspetto nell Shop che per ora rimane sempre su TicTail e anche subito su Instagram per farmi sapere la vostra.

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lunedì 18 febbraio 2019

Tutte le ragazze avanti. Come prendersi cura della nostra identità attraverso la consapevolezza di essere femministe

Tutte le ragazze avanti. Come prendersi cura della nostra identità attraverso la consapevolezza di essere femministe

lunedì 18 febbraio 2019


Durante i concerti delle Bikini Kill, Kathleen Hannah urlava sempre dal palco: "Tutte le ragazze vengano avanti!". Solo dopo la band cominciava a suonare. Così, in un mondo abituato a escluderle, riservava alle ragazze un posto in prima fila da cui osservare lo spettacolo.
Cosa significa essere femminista, oggi, in Italia.

La mia parola di questo 2019 è CONSAPEVOLEZZA, come ho scritto nel post precedente e se in alcuni aspetti mi senti già a buon punto, come per il fast fashion, ci sono argomenti da cui parto da zero.
Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare di FEMMINISMO, una parola che mi ha sempre fatto pensare a un qualcosa che appartiene al passato, qualcosa di superato.
Poi ho letto un libro, come ne leggo tanti altri sul mio Kindle ma questo è stato diverso.
Attraverso i racconti del libro, mi sono ritrovata in tante situazioni che solo ora capisco.

Quando ero piccola, mia madre mi chiedeva sempre di aiutarla ad apparecchiare la tavola e io lo facevo perché mi sembrava una cosa giusta da fare.
Però mi domandavo perché non lo chiedeva mai a mio fratello, di qualche anno più piccolo di me.
Perché lui poteva continuare a giocare mentre io dovevo smettere e aiutare?

Quando un giorno ho chiesto perché solo io dovevo apparecchiare mi venne risposto "Perché lui è maschio."
La trovavo una cosa ingiusta, eravamo fratelli, giocavamo insieme eppure lui poteva uscire a giocare con gli amici e io dovevo dare una mano in casa.
Quella risposta non riuscivo ad accettarla, non la capivo e ho iniziato a protestare, volevo che anche lui aiutasse ma nulla.
Alle superiori questa diversità era ancora più forte, lui poteva uscire la sera, rientrare più tardi nonostante fosse più piccolo di me. E io ancora li ha chiedere perché e la risposta era sempre la stessa "Perché lui è maschio."
Purtroppo non ho fatto altro che arrabbiarmi per qualcosa che sapevo ingiusto e non riuscivo a capire.
Ho sempre sofferto questo atteggiamento diverso ma solo ora mi rendo conto del vero motivo.
Chissà se voler fare il militare come un' uomo era per dimostrare che valevo quanto un' uomo o per la convinzione che essere maschi era meglio.

Quando ho letto Tutte Le Ragazze Avanti ho trovato le risposte alle domande che mi facevo da ragazzina. Non sono state risposte piacevoli ma erano meglio di un semplice "perché lui è maschio".

Riflettendo su quello che ho letto e quello che so, mi rendo conto che non è passato poi così tanto tempo da quando abbiamo avuto il diritto al voto o la legge sull'aborto.
Sembra assurdo in che condizioni viveva una donna solo 50 o 60 anni fa e penso a come io avrei sopportato un'esistenza del genere.

Non avevo mai pensato al fatto che a scuola studiamo autori maschi, non mi sono mai posta il problema, ho accettato di studiare quello che mi veniva assegnato e basta.
Tu ti sei mai chiesta il perché?

Ho divorato questo libro, preso in formato EBook su Amazon e mi è sembrato di vedere più chiaramente. Essere CONSAPEVOLE di chi sono parte anche da qui, ecco perché ho preso altri libri sull'argomento e continuo a pensare che quando chiedevo a mio fratello di aiutare come me, ero FEMMINISTA e non lo sapevo.

E per proteggere il mio prezioso Kindle che porto spesso in borsa, ho cucito questi astucci imbottiti  con la taschina davanti per metterci il carica batteria, un mini quadernino e una penna. Li trovi qui.

E tu come ti prendi cura di te e delle cose a cui tieni?

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lunedì 4 febbraio 2019

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

Calendario Mestruale, come prendersi cura di se e della nostra natura

lunedì 4 febbraio 2019


Ho iniziato Gennaio con il calendario mestruale e con libri sul femminismo perché così posso raggiungere il mio obbiettivo che è la consapevolezza.
Non ho fatto la lista dei buoni propositi ma ho pensato a come volevo sentirmi, cosa avrei potuto fare per diventare una persona migliore, come posso contribuire nel mio piccolo per cambiare le cose.

Lo stesso ho fatto per il mio Black Business.
In questo anno, ho scelto di produrre meno ma in modo più accurato e professionale.
Ho scelto di non fare tanto per fare ma di rallentare, riflettere, studiare.
Se tutto il mondo va di corsa, non è detto che anche noi dobbiamo seguirlo. Io sono stanca di correre senza sapere il perché e dove sto andando.
Voglio andare controcorrente ma non per spirito di contraddizione ma perché sento sia la cosa giusta da fare. All'inizio mi sono sentita frustrata, non ero al passo, non tenevo il ritmo degli altri ma poi ho iniziato a pensare con la mia testa, e chi se ne frega degli altri?

Ho la possibilità di scegliere e ho scelto di essere lenta e consapevole.
Ho scelto di prendermi cura di me, leggendo libri su un argomento di cui ancora non so bene cosa pensare, imparando come funziona il mio corpo e fermandomi ad ascoltare le mie emozioni.

Il calendario mestruale
Era da un po' che avevo questa idea in testa, complice la conoscenza di Nike e alcune sue email legate all'argomento mi sono incuriosita sempre di più e mi sono messa a studiare.
Prendersi cura del proprio corpo e capire come funziona non è semplice ma importante e non dobbiamo fare tutto e subito.

Iniziare a monitorare il ciclo serve per capire quando siamo più energiche, quando siamo più creative, quando ci sentiamo stanche e in base a come stiamo possiamo organizzare le nostre giornate e in questo modo sfruttare al meglio le nostre risorse naturali.
Avevo iniziato usando un'App sul cellulare ma non avevo la visuale del mese e non riuscivo a confrontare i giorni passati con quelli attuali, così sono ricorsa alla carta.

Ho realizzato un calendario mestruale da scaricare che ti arriva ogni mese con la NewsLetter. C'è lo spazio per le note e per i simboli da annotare ogni giorno. C'è anche la legenda in fondo così sai sempre a quali simboli fare riferimento e una bellissima immagine per ogni mese che raffigura le donne nella cultura orientale.
Nonostante il cellulare con le varie App sono rimasta un'appassionata delle agende cartacee e adesso di questo nuovo strumento.

Faccio questo perché ho sempre vissuto il ciclo mestruale come una seccatura e altro che se lo è ma odiarlo non è la soluzione. Ho capito che imparando invece a conoscerlo e a conviverci può permetterci di viverlo in maniera diversa.
Siamo cresciute con l'idea che le mestruazioni siano un argomento tabù, la stessa parola si è restie a pronunciarla, ci fa sentire sporche con qualcosa che non va e se ci pensi, anche nelle varie pubblicità non viene mai nominata e il sangue ha un colore blu.

"Questo fenomeno assolutamente naturale, che più naturale di così non si può, è tra i più censurati, e come la morte, la malattia, il sesso - tutti argomenti di cui si parla con difficoltà - è sottoposto a censura linguistica" Marinella Manicardi

Alla mia età non avevo mai dato peso al fatto che gli assorbenti non fossero trattati come beni primari e li ho acquistati regolarmente perché così si fa, perché così fanno tutte e le pubblicità ne inventano sempre di nuovi, più confortevoli, invisibili, senza odori.
Sembra una sciocchezza ma si inizia dalle piccole cose.
Per noi donne, gli assorbenti sono un bene di prima necessità, non possiamo farne a meno.
La natura così ci ha volute.
Alcuni paesi hanno già rivisto la tassa sugli assorbenti, in Italia è stata fatta una proposta ma poi è stata lasciata nel dimenticatoio.

Leggendo sempre più articoli a riguardo mi sono chiesta come potevo da sola cambiare questa normalità che trovavo ingiusta.
Qui devo dire grazie a Violeta Benini che seguo da tempo. Lei parlava spesso della coppetta mestruale ma non l'avevo presa in considerazione fino a qualche mese fa.
Ho letto i suoi articoli, le testimonianze di altre donne che la usavano da anni e quando ho capito che con la coppetta, non solo avrei smesso di comprare assorbenti ma avrei contribuito ad inquinare meno, l'ho subito acquistata.
Con una spesa di circa €20,00 posso stare tranquilla per 2 o 3 anni: sono soddisfatta perché risparmio e in questo modo posso contribuire ad inquinare meno perché sì, gli assorbenti inquinano. Non tutti ma la maggior parte si.
Meno rifiuti, meno spese più consapevolezza.
Capisco la riluttanza nell'usare la coppetta dopo tanti anni ad usare assorbenti esterni ma sarò onesta, è stato più facile abituarcisi di quanto pensavo.
Il sangue che perdiamo è parte di noi e trovo triste il modo in cui viviamo quei giorni


«Dai tempi di Ippocrate in poi il corpo femminile è sempre stato considerato la versione imperfetta di quello maschile. Gli organi della generazione sono introflessi, e il tutto viene descritto come umido, molle. L’idea dell’impurità arriva dalla religione ma la scienza la assorbe. Così si giunge al concetto per cui le mestruazioni sono un po’ come escrementi». Francesco Paolo de Ceglia, storico della scienza all’Università di Bari

Quante volte siamo andate in bagno nascondendo un assorbente nelle tasche, nella borsetta o in un semplice porta assorbenti perché è brutto da vedere, non si deve sapere, ce ne vergognamo?!

Perché siamo arrivate a vergognarci della nostra natura?

Non pretendo che da domani tutte le donne corrano a comprare la coppetta mestruale o vadano in giro dichiarando a tutti di avere il ciclo senza vergogna ma con questo post spero di aver incuriosito a conoscere di più la nostra natura.

Articoli che ho letto
Mestruazioni su instagram
Ciclo e tabù
Mestruazioni, ultimo tabù
Tabù e mestruazioni

Nel prossimo post di racconto del libro che ho citato nella NewsLetter, Tutte le ragazze avanti, lo hai letto anche tu?

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lunedì 21 gennaio 2019

Come portare un pò di magia sempre con te

Come portare un pò di magia sempre con te

lunedì 21 gennaio 2019


La storia della Linea Luna non è breve ne semplice, è la storia di come ho sentito il bisogno di riallinearmi con i miei valori, riavvicinarmi alla terra riscoprendo le sue stagione, la sua energia.
Un percorso iniziato un anno fa che ancora continua, attraverso il quale ho ritrovato un pò della me stessa che avevo perso e l'obbiettivo del mio Black Business.

Ricordo che vagavo senza un'idea precisa nei social, imitando le altre artigiane.
Oggi ho un piano, un planning da seguire e un' idea, un obbiettivo, una mission che guida le mie scelte rispettando i miei valori.

Una scelta non facile è stata quella di abbandonare le stoffe madein Cina, anche se più economiche e con fantasie bellissime, ho fatto una scelta e voglio rispettarla.
Ho iniziato ad usare stoffe che erano vecchie rimanenze di un negozio di cui conosco la titolare e ho iniziato a pensare alle MIE stoffe e a come fare tutto in modo sostenibile ed etico.

Ci sono voluti mesi, disegni buttati e rifatti cento volte, mille messaggi con un amico che si è offerto di aiutarmi prima di arrivare a qualcosa che somigliasse all'idea che avevo in testa.

Non so spiegarti l'emozione che ho sentito nello stomaco quando il campanello ha suonato e ho visto il corriere con il pacco. Era un mix tra paura e gioia, non avevo mai stampato un tessuto e il timore che avessi sbagliato qualcosa, che il colore non fosse quello giusto mi faceva tremare le budella.

Ho aperto il pacco mentre ero travolta da tutte queste sensazioni e quando l'ho' vista, me ne sono innamorata perdutamente. A cose fatte, avrei voluto il disegno un pò più piccolo e la stoffa più pesante ma sono dettagli che terrò in considerazione la prossima volta.

La versione a colori è finita quasi subito, ora sto dando spazio a quella in bianco e nero e presto sfrutterò di più quella con i teschi, la mia preferita.

Ho scelto la Luna perchè in assoluto uno dei simboli che preferisco, rappresenta la ciclicità ed è collegata al mondo femminile:

"Anticamente, per cultura e tradizione, questo legame tra donna e natura era ben noto. Si realizzavano riti e si raccontavano storie che spiegavano questa relazione. Fin da piccole, le bambine comprendevano se stesse, il loro corpo e le mestruazioni. Lo vedevano come una cosa sacra e non come qualcosa da nascondere."

Nel mondo moderno abbiamo perso questa conoscenza ed è per questo che ho creato il mio personale calendario mestruale, te lo regalo ogni mese con la NewsLetter, insieme impariamo a conoscere meglio il nostro corpo con simboli da segnare, appunti da prendere e conservare.
Non sei iscritta alla NewsLetter?? Puoi farlo qui.

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lunedì 14 gennaio 2019

W.O.T.Y. La parola dell'anno, cos'è, a cosa serve, come usarla

W.O.T.Y. La parola dell'anno, cos'è, a cosa serve, come usarla

lunedì 14 gennaio 2019


Ho sentito parlare della Parola dell' anno la prima volta sul blog di Gioa Gottini e da allora ogni anno mi metto alla ricerca. E' solo una parola che però può aiutaci a rimanere focalizzate tutto l'anno sul nostro obbiettivo. Può aiutarci nei momenti di smarrimento, a prendere decisioni difficili a farci ricordare perché l'abbiamo scelta e dove vogliamo andare.

Nel web si trovano corsi gratuiti e a pagamento per la sua ricerca, c'è chi usa un metodo e chi va a sensazioni e chi si affida al caso.
Per quello che ho imparato, la parola dell'anno a molto a che fare con una domanda:
Come voglio sentirmi in questo anno?
Ne ho trovate due al momento e non riesco a scegliere, anche se poi non c'è un vero e proprio regolamento e penso che posso tenerle entrambe.

La prima che mi è venuta in mente già da qualche mese è Meraviglia.
E' legata al mio piccolo Black Biz, perché mentre pianificavo i nuovi progetti avevo in mente un solo obbiettivo, creare accessori meravigliosi.
Portare un po' di meraviglia nella vita di tutti i giorni semplicemente con una borsa o un astuccio, attraverso i materiali e i nuovi modelli.
Sto già lavorando a questi nuovi progetti e ogni volta che mi ci metto tengo bene in mente questa parola che mi da la sicurezza che è questa la strada giusta.
E non penso che sia una casualità che meraviglia tradotto sia Wonder ma penso sia un segno, come il fatto che non l'abbia mai trovata prima. Perché non era ancora il momento.

La seconda invece è Consapevolezza, è arrivata poco dopo e coinvolge tutti gli aspetti della mia vita.
Siamo ormai in un'epoca dove l'ignoranza è difficile da giustificare, abbiamo accesso a tutte le informazioni che vogliamo, dobbiamo solo essere curiose e cercare.
Il mio percorso è iniziato con la Fash Revolution, argomento di cui ho scritto in questo post.
E' cambiato il modo in cui faccio Shopping, ho aperto gli occhi su argomenti di cui si parla troppo poco ed è così che ho scoperto come nel mio piccolo posso contribuire al cambiamento.

Ho iniziato cercando di ricollegare il ritmo naturale del mio corpo a quello delle stagioni, rallentando il mio modo di vivere perché mi sentivo come travolta da questo mondo che ci spinge ad andare sempre più veloci senza sapere dove.
Mi sono messa a leggere libri sul femminismo, articoli sul ciclo mestruale e sul perché ancora oggi le donne siano così discriminate.

Tutto questo mi ha portato a cambiare il mio modo di lavorare, ha influito sul mio Black Business facendomi abbandonare le stoffe made in Cina e scegliendo materiali creati nel rispetto dei lavoratori e dell'ambiente.

Per questo 2019 voglio essere consapevole e portare meraviglie!
Ho ripreso anche ad allenarmi, perché il mio fisico non è più quello di una ragazzina ma se mi tengo in forma, avrò meno problemi andando avanti con l'età. Fare attività fisica mi mette di buon umore, mi sento più motivata e più propositiva tutta la giornata.
Prendersi cura anche del nostro fisico è importante, non solo per essere più belle ma più in salute. Se ho mal di schiena sarà difficile e doloroso mettermi a cucire, lo faccio anche per questo.

Non hai ancora capito il perché ti serva una parola come guida per il tuo anno?
Per prima cosa non devi averla per forza e secondo, se ti interessa, ti consiglio il post di Ilaria Ruggeri.

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lunedì 7 gennaio 2019

Cosa significa Magia per me e per il mio Biz

Cosa significa Magia per me e per il mio Biz

lunedì 7 gennaio 2019


Non c'è bisogno di essere una strega o una Wicca per parlare di magia. Non ho pozioni magiche e non lancio incantesimi ma riesco ancora ad emozionarmi per un tramonto e i suoi colori, i suoi profumi.
Questa per me è magia.
La natura è magica di per sé e basta immergerci in essa per lasciare che penetri nelle nostre vite e nelle nostre giornate per rendercene conto.

Non senti anche tu una forte sensazione che ti pervade il corpo guardando il sole che tramonta?
Una pianta che cresce o guardando la luce della Luna di notte?

Trovo magico anche quel momento in cui posso dedicarmi a me stessa, con un bagno caldo, le candele profumate e la musica di sottofondo. Lontana dal frastuono giornaliero con i miei pensieri, un po' di schiuma e creme idratanti.

Hai mai pensato alle emozioni che ti attraversano quando ascolti la tua musica preferita?
Quando canti quella canzone che ti porta indietro di anni e urli quelle parole come non ci fosse un domani?
A me succede con November Rain, dei Guns'n'Roses (9 minuti di video che vale la pena vedere).
Ogni volta che l'ascolto mi trovo a canticchiarla anche se non ho mai imparato il testo esatto ma non riesco a farne a meno, sento qualcosa dentro che non mi fa smettere e scommetto sia successo anche a te.

La foto che vedi qui in alto è di qualche anno fa, ero ad un concerto con amici lontana da casa. Di norma non amo particolarmente il mare ma ho una tradizione, bagnarmi i piedi con l'acqua del mare in estate almeno una volta.
Sarà stato il caldo di quella sera, la compagnia degli amici o qualche birra di troppo ma in quel momento, con i pedi bagnati e la musica di sottofondo mi sono sentita me stessa.
Non capita spesso e quando succede per me è un momento magico a cui tornare ogni volta che mi sento persa.

Rinnamorarsi delle piccole cose, anche quelle banali, come guardare il sole che tramonta, mi riempie gli occhi di un'emozione che posso chiamare magia.
Nelle nostre vite frenetiche di tutti i giorni è facile dare tante cose per scontato. Il sole sorge ogni giorno ma se lo guardi bene non è sempre lo stesso. Ogni volta ha colori e sfumature differenti.

Ogni tanto è necessario fermarsi, guardare indietro, non per essere nostalgici ma per renderci conto del nostro percorso, delle scelte fatte e che senza qualche caduta, non saremo diventate le persone che siamo oggi.
Non è magia anche questo?
Questa è la mia visione, ti va di raccontarmi qual'è la tua?
Qui sotto nei commenti o su instagram, in direct o tramite email, vorrei conoscere anche la tua versione e fare due chiacchiere.


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