Mi chiamo Nicoletta

sono il BOSS di Miss Wonder Rain
Black Business di Cucito

Creo borse e accessori in finta pelle, stoffe scure,
teschi, borchie e materiali made in Italy.

Amo i colori ma il nero vince spesso!

venerdì 14 febbraio 2020

Come salvare il mondo con i pad lavabili.

Come salvare il mondo con i pad lavabili.

venerdì 14 febbraio 2020


Amica ben trovata, mi riduco sempre all'ultimo a scrivere perché dedico la maggior parte del mio tempo a cucire, progettare, provare. Scrivere non è mai stato il mio super potere ma neanche un potere normale. Quasi sempre non mi piace quello che scrivo, mi blocco spesso, e quando rileggo mi sembra di aver scritto un sacco di banalità.

Nonostante questo sei qui a leggere i miei sproloqui e chi sono io per negarteli?

Iniziamo col dire che questo Gennaio sembrava non finire mai e oggi invece siamo già al secondo mese dell'anno. Trovo affascinante e dispettosa questa percezione del tempo che varia ogni volta.

Un nuovo anno, nuove opportunità per cambiare il sistema!

Questo è il motto della Fashion Revolution che nella NewsLetter di Gennaio parlava di quanto possano influire i materiali di un prodotto a livello di impatto ambientale.
La sensazione è sempre la stessa, nel nostro piccolo pensiamo sempre di non riuscire a cambiare il mondo ma è qui che sbagliamo. Lo avevo scritto anche nelle NewsLetter passate ma ripeterlo mi aiuta a crederci. I cambiamenti partono dalle piccole cose, io da sola non potrò fare molto ma insieme è tutto un'altra storia, non credi?

Ti parlo di materiali perché come sai, ho smesso da un po di acquistare stoffe made in China, non perché sono Cinesi, semplicemente perché non so come sono stampate e voglio usare stoffe eco sostenibili il più possibile.

Da un po mi appoggio a The Color Soup per le mie stoffe, tessuti di alta qualità e possibilità di stampare i miei pattern nel rispetto dell'ambiente, in Italia con un risultato ottimo. Che altro posso volere?
Io da sola non salverò il mondo ma ci voglio provare e tu?
Anche se non sei un'artigiana o non usi stoffe, puoi provare ad acquistare prodotti con un occhio più consapevole e attento.
Ci sono migliaia di artigiane e negozi on line che usano materiali sostenibili e credo che vadano apprezzati e sostenuti perché non è una scelta così semplice. Un motivo su tutti, i costi.

Siamo tutti convinti che i prodotti eco sostenibili siano costosi mentre non ci rendiamo conto che aveva un prezzo troppo basso quello che abbiamo acquistato fino ad oggi.
E' scomodo chiedersi come mai alcuni negozi possono vendere T-shirt a €5,00 ma credo che siamo arrivati ad un punto in cui l'ignoranza non è più ammissibile.

Informarsi è vitale per usare il nostro potere di scelta.




E come posso amalgamare la mia passione per il cucito con la mia voglia di cambiare il mondo?
Creando prodotti sostenibili si ma che possano aiutarti anche a ridurre gli sprechi. Ecco come sono nati i Pad struccanti lavabili.

Prova a pensare a quanti dischetti struccanti consumiamo ogni giorno, utilizzando i Pad lavabili non ci saranno più sprechi, sono morbidi, vanno tranquillamente in lavatrice e li puoi personalizzare con la tua stoffa preferita.
Ne tengo sempre uno nella doccia, uno lo uso per non sporcarmi il viso quando mi trucco e due li uso la sera per struccarmi con l'olio di cocco.

Eh si, non potevo usare i pad lavabili con i soliti prodotti, su consiglio di un'amica su IG ho scoperto l'olio di cocco. Semplicemente fantastico, è delicato, profuma di cocco e lascia la pelle morbida ma non grassa. E' un prodotto Bio e Vegan, costa circa €10 ma un barattolo da 200ml dura tantissimo perché ne basta veramente poco.
L'hò provato anche con il trucco indelebile, tipo i rossetti che stanno su tutto il giorno, anche quello dopo, e il mascara waterproof. Olio di cocco promosso!
Struccarmi la sera è diventato un rituale piacevole e profumato, ora dimmi, qual'è la tua Beauty Rutine? Che ne pensi dei Pad lavabili?


Ho creato delle confezioni da 4 Pad, sto ancora usando i ritagli di stoffa e visto che sono i primissimi che ho cucito hanno un prezzo contenuto. Le fantasie sono miste tra unicorno cicciottello, ragnatele, farfalle e pipistrelli. 4 fantasie, 4 pad, solo 4 pacchetti disponibili. Puoi vederli meglio nello shop.

Non ho smesso di cucire borse, ma in questo momento voglio dedicarmi a questo nuovo prgetto che avevo in mente da mesi. Questa è solo la prima parte, sono emozionata e parecchio soddisfatta, ho regalato qualche Pad alle mie amiche e ne sono rimaste super soddisfatte, ora fammi sapere la tua!


 Nicoletta
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giovedì 9 gennaio 2020

Obbiettivi, organizzazione e le patch W.O.T.Y. 2020

Obbiettivi, organizzazione e le patch W.O.T.Y. 2020

giovedì 9 gennaio 2020


Per tanti anni ho iniziato il mese di Gennaio facendo una lista di cose che avrei voluto fare. Avrei voluto, perché alla fine di quelle scritte ne realizzavo sempre la metà o ancora meno.
Sai, gli imprevisti, la vita di corsa erano le classiche scuse che mi ripetevo a Dicembre quando mi rendevo conto di non aver concluso granché.
Qualche anno fa, mi ero iscritta alla NewsLetter di Gioia Gottini, coltivatrice di successi. Parlava della parola dell'anno, di come trovarla e di usarla.
Così, da quell'anno, invece di fare la solita lista cerco la mia parola, quella che mi guiderà come un faro per i prossimi dodici mesi.

Dalla mia esperienza però, posso dire che la parola dell'anno non basta, serve focalizzazione e organizzazione.
Gli obbiettivi non si raggiungono perché li abbiamo scritti su una lista in modo carino e no, non è la parola dell'anno che li fa realizzare da soli, lei serve come ispirazione, a non farci perdere la concentrazione nel corso dei mesi.

Stabilisci gli obbiettivi e chiediti cosa dovrai fare per raggiungerli. Scrivi queste azioni in agenda o sul Bullet Journal e distribuiscile per i mesi dell'anno. Questo è avere un piano!



Io di natura mi distraggo facile, tendo a dimenticare i buoni propositi e ha perdere focus in fretta ma non volevo più arrivare a Dicembre e sentirmi scoraggiata per non aver spuntato in agenda gli obbiettivi di Gennaio. Qui interviene la parola dell'anno, che ormai nel web viene chiamata semplicemente WOTY (word of the year).

Nel web si trovano corsi gratuiti e a pagamento per la sua ricerca, c'è chi usa un metodo e chi va a sensazioni e chi si affida al caso.

Per la mia esperienza, la parola dell'anno a molto a che fare con due domande:

Come voglio sentirmi in questo anno?
Cosa mi serve per farlo accadere?




 La Patch W.O.T.Y. 2020 è ricamata a mano, la puoi usare come una spilla, una toppa o la puoi appendere in modo da averla sempre sotto gli occhi.
I tempi di realizzazione variano a seconda della parola e delle varie modifiche che richiedete.

Non hai ancora capito il perché ti serva una parola come guida per il tuo anno?
Ricorda che non devi averla per forza ma se la cosa ti incuriosisce, leggi il post di Ilaria Ruggeri.
Se vuoi richiedere la tua WOTY 2020 clicca qui.

Nicoletta
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martedì 5 novembre 2019

Il potere delle nicchie - Not So Happy To Be Sad* Shandon

Il potere delle nicchie - Not So Happy To Be Sad* Shandon

martedì 5 novembre 2019

Amiche ben trovate, grosse novità oggi ho da raccontarvi!!
Chi mi segue già da un po, avrà visto questa NewsLetter cambiare forma molto spesso, perché io sono così, finché non trovo quello che mi piace continuo a cercare a cambiare immagini, colori e argomenti.
"Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione" (James Russell Lowell)
Ed eccoci quindi all'ennesimo cambiamento, una NewsLetter che si trasforma e diventa una rubrica, ROCK and the SewingMachine.
Il titolo è un palese tributo ad una serie TV con cui sono cresciuta, Sex and the City ma qui non parleremo di sesso o almeno non sarà quello l'argomento principale come lo era per la bellissima Carrie Bradshaw. Ve la ricordate, vero??
ROCK and the SewingMachine sarà una rubrica dove parleremo di musica e HandMade! Cercherò di affrontare gli argomenti del mondo dell'artigianato attraverso Band e canzoni che mi hanno accompagnato negli anni. E' un esperimento che mi emoziona tantissimo ma quando mi è volata vicino questa idea ho sentito che era quella giusta per il momento che sto attraversando, la riscoperta di me stessa.
Perché non si smette mai di crescere, cambiare, migliorare, scoprire e riscoprire noi stessi.

Nel corso dei miei anni, sono state tantissime le Band che mi hanno accompagnato ma solo una è finita sulla mia pelle, gli Shandon.


Band punk, rock/hardcor attiva dal 1994, hanno cambiato formazione, si sono presi delle pause, hanno dato vita a progetti individuali e dopo più di 20 anni non hanno mai raggiunto la popolarità che ha oggi Fedez che sono si e no 10 anni che canta.
Nonostante questo, gli Shandon hanno continuato ad esistere, seguiti da una cerchia ristretta di fan, si sono sciolti (non immaginate la disperazione..) e si sono riuniti.

E' normale fare il possibile per avere successo, per fare il botto ma dobbiamo renderci conto che questa è una cosa che non succede spesso, non siamo tutti la Ferragni (per restare in tema) ma si può comunque essere soddisfatti dei propri risultati.

Gli Shandon non hanno mai mollato ma non è questo che li ha fatti andare avanti nel tempo, è credere in quello che si fa fino in fondo ma soprattutto avere qualcosa da dire.

Essere rimasti sempre una Band di nicchia ha permesso a noi fan e a loro di avere un rapporto speciale, di poter scambiare chiacchiere alla fine di un concerto e farsi una bevuta insieme.

Essere piccoli come Brand, ha questo vantaggio che io trovo fondamentale, il contatto con le persone, che siano clienti o sostenitori con like e commenti spesso si creano amicizie, rapporti che vanno oltre la vita on line.


Rendersi conto di quel che si ha non significa arrendersi, smettere di provare a fare meglio, solo avere la consapevolezza che anche rimanendo un Brand o una Band di nicchia, ristretta, ha i suoi lati positivi.
Apprezzando questi vantaggi, apprezzeremo di più i nostri risultati senza mai smettere di lavorare ma con meno frustrazione per non aver raggiunto il successo di Erika, Pretty in Mad o Carla, la ragazza dello Sputnik.

Si può continuare a lavorare avendo un obbiettivo alto come loro ma cercando di non perdere di vista la realtà e la soddisfazione dei piccoli successi.
Avere il tempo e la possibilità di rispondere ai messaggi e parlare con chi ci segue e ci sostiene è come un super potere che quando si diventa dei Big si perde un pò. Spesso si tende a sottovalutarlo quando invece dovremmo farne un'arma vincente, una possibilità che ci contraddistingue.
Lo si sente dire spesso, il bello di rivolgersi ad un artigiano è anche il contatto che puoi avere con la persona che realizza quello che compri.

Non sei d'accordo anche tu con questa affermazione?

Che ne pensi del messaggio che ho cercato di estrapolare dalla storia della Band? Conosci anche tu qualche Band o Brand con una storia simile? Mi piacerebbe conoscerli. Fammelo sapere nei commenti, ti aspetto.

*Not So Happy To Be Sad non è il loro primo CD ma è il primo che ho ascoltato e che mi ha fatto innamorare della voce di Olly. Le mie canzoni preferite sono Betray, Bad Smell, Sangue e Noir.

\m/
Nicoletta
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domenica 1 settembre 2019

Black Emotion, la nuova collezione dell'Autunno firmata MissWonderRain!

Black Emotion, la nuova collezione dell'Autunno firmata MissWonderRain!

domenica 1 settembre 2019

Ecco a voi la nuova collezione BLACK EMOTION!
Ne avevo parlato nell'ultimo post del Blog ma ho pesato di approfondire meglio in vista di alcuni cambiamenti importanti.
Questa collezione, nasce dalla mia esigenza di sentirmi me stessa anche nel cucito. Amo i colori ma il nero vince spesso, in precedenza però, avevo esattamente fatto il contrario. Usando stoffe molto colorate con fantasie bellissime che alla lunga però, non rispecchiavano quello che è il mio mondo.
Vi propongo uno stile diverso, più simile a quella che sono che ho deciso di chiamare BLACK EMOTION.
Una linea a cui ho pensato per tantissimo tempo, su cui ho riflettuto molto, visto che si scosta tantissimo da quello che cucivo fino a poco tempo fa. Un unico materiale, finta pelle.



Ho scelto di realizzare questa nuova linea tutta in finta pelle perché è un materiale che adoro e trovo perfetto per la stagione in cui ci stiamo avviando. E' morbida, leggermente martellata e resistente.
La Clutch è molto semplice, ha una dimensione sufficiente per il portafogli, il telefono, le chiavi e una mini pochette per il make up.
Una linea semplice caratterizzata da altra finta pelle tagliata in varie forme. Ho usato il rosso perché mi era avanzato da un lavoro precedente, la tonalità di colore è bellissima e accostando i due materiali li ho subito trovati perfetti.



Ho scelto il tuono per esprimere il mio amore per la musica e per il grande David Bowie.
Labbra rosse e denti appuntiti per la mia passione per i vampiri, da Dracula a Buffy TVS.
Due versioni per la Luna da cui mi sento sempre attratta in modo mistico.
Due versioni con un fiocco sul davanti, tulle con teschi e cotone a fantasia bianco e giallo.
Gli inserti in finta pelle sono tutti disegnati e tagliati a mano da me, anche i polsini che trovo utilissimi, sono cuciti a mano. Hanno un moschettone che puoi usare in diversi modi.
Per le Clutch con il fiocco, il polsino non è in finta pelle ma è dello stesso materiale del fiocco.


Dopo questa super novità, eccone un'altra, lo Shop si è trasferito su MissHobby!
Per inaugurare tutte queste novità, con ogni acquisto troverete nel pacchetto una piccola sorpresa, un ciondolino che vi mostrerò presto.
Intanto vi aspetto sullo Shop così potete trovare tutta la collezione BLACK EMOTION!

\m/
Nicoletta
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domenica 2 giugno 2019

I pro e i contro di essere diversi in una società che ci vuole più simili

I pro e i contro di essere diversi in una società che ci vuole più simili

domenica 2 giugno 2019

Facevo le medie e già mi ero guadagnata il soprannome di Morticia Addams. Sono sempre stata pallida di natura, i capelli scuri e ho sempre voluto vestirmi di nero.
Sono cresciuta sentendomi diversa, perché lo ero ma non era facile accettarlo.  
Indossavo sempre i pantaloni e sempre venivo crticata perché da brava femminuccia dovevo mettere le gonne.
Compravo magliette nere e venivo giudicata diversa perché le femmine, a quell'età devono vestire colorate.
Non sempre queste caratteristiche mi hanno fatto sentire speciale o particolare, ancora oggi, spesso mi sento diversa e fatico ad accettare questa mia natura visto che cresciamo con l'idea che le femmine devo essere in un certo modo e con il bisogno di sentirci inclusi in una società anche se ci sentiamo fuori posto.

Nonostante i miei 40 anni, ci sono ancora quei giorni in cui ho bisogno di sentirmi accettata, per fortuna sono più i giorni in cui riesco a fregatene e mi sento orgogliosa di essere me stessa anche se vuol dire essere considerata diversa.
Soprattutto per questo ho smesso di usare stoffe colorate o fiorellose, perché anche nel mio piccolo Business voglio sentirmi come sono.
Avevo iniziato Gennaio con un planning che era ancora troppo allineato all' Handmade delle Good Vibes, così dopo qualche mese ho perso la motivazione e l'entusiasmo.
Vivere della mia passione per il cucito e diventare un punto di riferimento per il Black Handmade è l'obbiettivo ma voglio farlo rimanendo me stessa.
Ecco perché ho abbandonato i vecchi progetti e mi sono messa a lavorare su quello che veramente voglio fare!

Per arrivare a questo punto ci sono voluti anni, forse per paura o perché non ero ancora pronta.
Oggi non mi sento ancora pronta ma mi sento me stessa a mostrarvi queste meraviglie!

Ho pensato, disegnato e creato questa nuova linea di pochette che rispecchiano esattamente ciò che sono e che voglio essere.
Ho usato tutta ecopelle, nera martellata, rossa e bianca. Anche i polsini sono artigianali, con un moschettone che puoi sganciare e usare come vuoi.
Ho usato i miei scampoli avanzati per le fodere, ecco perché alcune sono diverse. La chiusura lampo non è come quella degli astucci ma più spessa e resistente.
I disegni sulla parte davanti sono tutti fatti e tagliati a mano.


Mi sono resa conto che on line non trovavo Brand Handmade Italiani con uno stile Dark o total Black e così mi sono detta, perché non posso essere io?
Ho scelto di avere un armadio sostenibile, e ogni volta che posso sostituisco un pezzo con qualcosa di fatto a mano da me.
Vorrei sostenere l'Handmade acquistando anche da altre artigiane e preferirei fossero italiane invece che Americane. Uno perché le spese di spedizione dall'America sono più alte e c'è da considerare la dogana, due perché qui in Italia, l'Handmade ha ancora bisogno di essere supportato, capito e apprezzato.

Se conosci piccoli brand italiani che fanno vestiti su questo stile ti prego di segnalarmeli. Grazie.

\m/
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martedì 2 aprile 2019

Fashon Revolution 2019: cos'è cambiato in un anno di consapevolezza

Fashon Revolution 2019: cos'è cambiato in un anno di consapevolezza

martedì 2 aprile 2019


"Il 24 Aprile 2013, 1133 persone sono morte e molte altre sono state ferite quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangldesh, è crollato.
Fashion Revolution dice: basta!
Crediamo in un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura. Insieme, useremo il potere dell’industria della moda per catalizzare il cambiamento e ridare dignità alla catena di produzione."
Fashion Revolution // Pagina FaceBook

Aprile è il mese della Fashion Revolution!
Se ancora non sai di cosa parlo, puoi leggere qui e qui.

E' passato del tempo da quando sono diventata consapevole del Fast Fashion e di questo problema che si continua a sottovalutare. Nascono nuovi Brand sostenibile e molte persone sono sempre più attente ai loro acquisti e credo che questo sia un successo.
Ho amiche che ancora non capiscono i prezzi del fatto a mano, che per quanto si sforzano li trovano esagerati. E' difficile uscire dal mondo in cui è normale pagare una T-Shirt €5 o una borsa €9,90 è dura anche per me.

Per quanto sia coinvolta o consapevole, ogni tanto mi capita di acquistare qualcosa perché costa poco, senza chiedermi se ne avessi veramente bisogno e a chi sto dando i miei soldi.
Dopo tutto per anni ho contribuito al Fast Fashion e uscirne è difficile ma non impossibile, si migliora un po per volta.

Anche per me i prezzi del fatto a mano sono alti per le mie tasche, a volte anche inaccessibili pur sapendo che quello è un prezzo adeguato.
Il trucco sta nel cambiare punto di vista.
E' il prezzo della T-Shirt a €5 ad essere sbagliato, e invece di pensare alla quantità, voglio concentrarmi sulla qualità.

Non posso permettermi di acquistare i maglioni fighissimi di Gaia Segattini, (prodotti con scarti di tessuti e con i fiori cuciti a mano uno per uno) come quando entri da Terranova e anche se non ti serve nulla esci con le buste piene.. per dire.. ma posso pensare di regalarmelo per il mio compleanno, o per Natale. Trovo che in questo modo si dia più importanza alle cose oltre che ai nostri soldi.
Acquisterò da lei perché condivido il suo progetto, le sue idee e voglio contribuire alla sua visione del mondo che corrisponde alla mia.

Quando compri una borsa a €9,90 a cosa contribuisci? Quali sono gli ideali che sostieni con il tuo Shopping?

Domande che non mi ero mai posta, mi bastava spendere poco e avere sempre qualcosa di nuovo. Perché è la normalità in cui viviamo ma questo non significa che sia l'unica strada.

Tu a che punto sei? Ti eri mai fatta queste domande? Mi interessa conoscere anche un'opinione differente, perché il confronto è sempre costruttivo.
Io ho deciso di cambiare facendo Shopping consapevole e scegliendo stoffe e materiali diversi. Qui puoi leggere un post dove ti spiego meglio.

\m/
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giovedì 28 marzo 2019

Il bello di essere indipendente dai Social

Il bello di essere indipendente dai Social

giovedì 28 marzo 2019


È successo all'improvviso, ho sentito il bisogno di staccare completamente da Social e dalla dipendenza di stare sempre al cellulare e così da un giorno all'altro ho abbandonato Instagram.
Anche se avevo programmato e organizzato le prossime settimane, ho sentito il bisogno di non cliccare più quell'App sul cellulare.

E nel giro di qualche giorno mi sono sentita meglio. Libera.
Io adoro l'organizzazione, utilizzo il Bullet Journal le To Do List e anche varie App, mi piace tantissimo Instagram ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato.
Ho avuto bisogno di farmi travolgere di nuovo dal caos e dalle giornate senza avere nulla di programmato e dei pomeriggi liberi senza scadenze. Ho continuato a cucire, ho portato a termine tutti gli ordini più velocemente e con la testa più concentrata che mai.

Ho proprio avuto l'esigenza di staccare la spina e quando mi sono sentita meglio ho capito che quello non era il modo giusto per me di portare avanti il mio Brand anche se è per lavoro, perché se non sto sui Social non posso parlare con le persone con potenziali clienti e con le clienti.

Ho voluto essere assente perché ne avevo bisogno e stare bene, fisicamente e mentalmente viene prima di tutto. Era inutile continuare a postare ogni giorno cose soltanto per la paura dell'algoritmo,  di perdere follower e like.

Sto studiando per tornare in un modo che sia più sostenibile e non mi faccia sentire un'automa.
Sto studiando con Cindy, un corso di Rita Bellati che ho preso a Dicembre ma che non sono mai riuscita a fare per bene quindi adesso l'ho ripreso.
Ho scelto Rita perché la seguivo da quando vendeva le My selfie, perché anche se siamo due persone completamente diverse abbiamo dei punti in comune che mi hanno portata a fidarmi di lei.
Il suo mondo è l'opposto del mio ma trovo sintonia con il suo essere così precisa e professionale, con la sua calma che trasmette tranquillità.

Lontana da social ho comunque continuato a lavorare, ho avuto più tempo per dedicarmi ad un progetto molto particolare a cui tengo e che non vedo l'ora di farvi vedere.
Non so di preciso quando tornerò sui Instagram ne come ma continuerò ad inviare la NewsLetter, perché è un posto dove mi sento più a mio agio e se ti interessa continuare a seguirmi per sapere cosa succederà, iscriviti usando il form qui. Ne spedisco una ogni fine mese.

\m/
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lunedì 18 marzo 2019

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

Perché viaggiare da soli fa bene. I miei 3 giorni a Londra.

lunedì 18 marzo 2019


Era Settembre del 2011 quando sono stata a Londra per la prima volta.
Avevo passato i 20 anni da un po' quando ho fatto il mio prima viaggio fuori Italia.
Non sono mai stata una viaggiatrice, ho fatto concerti e festival lontani ma sempre nei dintorni della mia regione.
Ho sempre sognato di visitare Londra, avevo amici che c'erano già stati e sentivo storie, vedevo foto.
Quando mi sono decisa ero fidanzata e insieme al ragazzo di allora avevamo prenotato volo e albergo. Io mi ero fatta una scaletta di cose da visitare, avevo trovato gli indirizzi e cercato di capire come arrivarci dal Bed and Breakfast che stava vicino all'areo porto di Stansted.
Il mio inglese era quello scolastico e avevo appena la sufficienza ma non mi preoccupavo.

Pochi giorni prima della partenza, il mio ragazzo si è ammalato.
Troppo tardi per farci rimborsare biglietto e alloggio e troppo costoso cambiare il nome del biglietto aereo per far venire un'amica.
Mi ricordo che ho ho avuto pochi dubbi, sarei partita lo stesso, perché non volevo rimetterci i soldi, perché avevo programmato quel viaggio da settimane e perché sentivo che sarebbe andata bene.
Non dissi nulla a casa, anche se vivevo da sola da qualche anno, i miei sono sempre stati molto protettivi in queste situazioni.

Ho preparato uno zaino, il quaderno con gli appunti, e sono partita.
Col treno fino a Roma, poi un' autobus e poi aeroporto. Il viaggio aereo non è stato così drammatico come pensavo, solo alla partenza mi si è accartocciato un attimo lo stomaco.
Quando sono atterrata era buio, ora di cena. Con gli appunti del quaderno ho provato a raggiungere il Bed and Breackfast ma era troppo complicato e avevo paura di perdermi, così ho preso un Taxi.

Mi sentivo proprio un pesce fuor d'acqua ma sapevo che in qualche modo me la sarei cavata. O forse ero solo incosciente e troppo ottimista.
Quando ho suonato al B'n'B mi ha aperto un tizio che parlava in inglese e io non capivo nulla, finché non mi ha indicato il cartello. A quell'ora non c'era la proprietaria e dovevo chiamarla.
A ripensarci non so cosa le abbia detto al telefono ma so che ci siamo capite e poco dopo ero nella mia stanza.

Mi sentivo emozionata e non spaventata, ero felice di essere li, felice di esserci arrivata da sola.
Io che mi sono sempre considerata sbadata, capace di perdermi nella mia stessa città ero a Londra.
Ho chiesto informazioni per l'autobus, non mi sono persa con la metro, ho trovato l'Hard Rock Caffè e mi sono presa un caffè da Starbucks che ho buttato a metà.
Ho fatto shopping a Camden Town, preso da bere e fatto amicizia con un gruppo di ragazze straniere. Non mi sono mai persa e non ho mai avuto la paura di non farcela. Anche quando chiedevo informazioni, cercavo di capire qualche parola qua e là e poi interpretavo.
Londra era bellissima, le strade pulite, le persone cortesi e una strana magia nell'aria dovuta al mio entusiasmo e a tutto il tempo che ho passato a sognarla.

E' stato un fine settimana dove nulla è andato come avevo progettato, non ho visto tutti i posti che avevo segnato sul quaderno, non ho fatto la foto nella cabina del telefono rossa ma ancora oggi lo ricordo come un evento fondamentale. Sono stata a Londra e non mi sono persa.
Ho fatto un viaggio completamente sola ed è stato meraviglioso.
Ho imparato che posso fidarmi di me, che dopotutto non sono così imbranata come pensavo.
Sono orgogliosa di me stessa perché sono partita nonostante tutto. Forse anche per questo Londra è ancora nel mio cuore.

Per la prima volta mi sono sentita indipendente, forte, coraggiosa e felice! Rendersi conto di non aver bisogno di nessuno per fare una cosa che pensavo più grande di me è stato l'insegnamento più importante.
Troppo spesso mi sono sottovalutata e ancora adesso mi capita. Allora ripenso a quel viaggio, solo tre giorni, tanti anni fa ma ero io, solo io.

Ho sempre voluto essere indipendente, a prescindere da un fidanzato.
Quando sono stata single per due anni ho percepito la preoccupazione della mia famiglia, perché ero femmina, vivevo da sola e sono sempre stata quella strana.
Essere femmina ha condizionato molte scelte della mia vita, a volte inconsapevolemente perchè accettare le regole di un sistema in cui nasci e cresci è più semplice di farsi domande.

Perché mi rendo conto solo ora di questo?
Forse non era pronta, non mi interessava, stavo comoda nella mia confort zone, poi ho letto qualche articolo, qualche libro e ho iniziato a riflettere, a farmi domande e a trovare risposte a quelle che mi facevo da ragazzina. Mi chiedo come sarebbe stato se avessi avuto la consapevolezza che ho oggi, ma più di tutto mi chiedo cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi per cambiare le cose.

Io voglio informarmi, essere curiosa e continuare a leggere articoli e libri sul femminismo, che non è una battaglia contro gli uomini, non è una cosa che appartiene al passato, si tratta di diritti e ugualianza, di persone e di cosa vogliamo fare per noi e per gli altri.

Leggi questo post su un libro che ho letto a Gennaio.


\m/
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giovedì 28 febbraio 2019

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

Black Metal, la nuova collezione sta arrivando

giovedì 28 febbraio 2019



Mercoledì 6 Marzo esce la prima collezione del 2019 Miss Wonder Rain.
Ho aspettato tanto prima di far uscire i nuovi articoli perché volevo che fossero perfetti e MERAVIGLIOSI. Ho avuto anche bisogno di tempo per provarli, apportare qualche modifica e in alcuni casi, smontare tutto e ricominciare da capo.

Black and Metal
Da sempre il nero è stato il mio colore preferito, è la prima vera collezione Miss Wonder Rain è dedicata a questo colore, ai materiali che più amo come l'ecopelle e il metallo.
Non sono stata io a scegliere queste stoffe, sono state loro a chiamarmi. Quando entro in un negozio di stoffe, mi lascio spesso guidare dagli occhi ma solo quando riesco ad immaginare quello che possono diventare, mi avvicino e le studio.
Controllo la consistenza, i colori, la pesantezza e se continuo ad immaginare come sarebbero trasformate in pochette o borse, allora vale la pena provarci.

La tracolla
Ho cucito questo modello quasi un anno fa, tanto per studiare. La tracolla con la catenella era il punto più complesso ma una volta realizzata me ne sono innamorata.
Aveva un sacco di difetti, era troppo piccola anche se ci entrava il portafogli, il cellulare e le chiavi. La chiusura l'ampo l'avevo cucita a mano e la fodera era corta rispetto alla borsa.
Nonostante questa l'ho usata ogni volta che ne ho avuto la possibilità. Total black, con la catenella in metallo si abbinava a qualsiasi outfit. Sul cappotto lungo e sul giubbetto di pelle, con gli stivali e con le scarpe da ginnastica.
E' diventata la tracolla che uso di più quando esco la sera con le amiche, quando vado ai festival di birra o faccio spesa.
Ne ho cucite solo due varianti e accetto sempre ben volentieri gli ordini personalizzati perché so che siamo tutte diverse e abbiamo esigenze diverse.


Gli accessori
Il Beauty Case è una novità, è simile ad una Pochette ma ha il fondo in ecopelle e si tiene in piedi grazie alle cuciture laterali. In borsa usavo la classica Pochette ma quando ero fuori, come in un bagno dell'autogrill e dovevo rifarmi il trucco, poggiarla sul lavandino che era quasi sempre bagnato non era una buona idea. Ecco quindi che la base in ecopelle, evita al Beauty di assorbire l'acqua e rimanendo in piedi è più comodo da usare.

Non ci sono Pochette con le nuove stoffe, ne ho ancora qualcuna con la stoffa Luna in pronta consegna! In ogni caso, scrivimi per un ordine personalizzato.

Sono super felice di questa nuova Linea perché sento che rispecchia a pieno le mie passioni, e avevo bisogno di concentrarmi su un modello unico invece che spendere energie per tanti modelli diversi.
C'è voluto più tempo del previsto, più fatica più prove, più pazienza ma il risultato finale mi ha ripagata.


Vi aspetto nell Shop che per ora rimane sempre su TicTail e anche subito su Instagram per farmi sapere la vostra.

\m/
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